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giovedì 5 marzo 2015

UDINESE 4 CLODIENSE 0 AMICHEVOLE

BELLA FIGURA DELLA CLODIENSE CHE PERDE SOLO 4 A 0 CON L'UDINESE
Udinese primo tempo:Scuffet, Heurtaux (dal 17' pt Coppolaro), Danilo, Bubnijc; Widmer, Badu, Guilherme, Fernandes, Gabriel Silva; Zapata, (dal 24' pt Geijo), Thereau.Udinese secondo tempo: Karnezis; Danilo (dal 18' st Jadson), Bochniewicz, Coppolaro (dal 32' st Zapata); Allan, Hallberg, Pinzi, Kone, Pasquale; Aguirre, Perica.All. Andrea Stramaccioni. CLODIENSE PRIMO TEMPO: Okroglic; Boscolo Matteo, Moretto, Tiozzo Francesco, Pitteri, Casagrande, Mazzetto, Carlucci, Santi, Siega, Boscolo Davide. CLODIENSE SECONDO TEMPO:Tiozzo Luca, Chiozzotto, Boscolo Berto Davide, Olivieri, Mastroianni, Pelizzer, Moretto, Tiozzo Francesco (dal 10' st Cigna) , Pitteri, Carlucci (dal 10' Boscolo Gnolo), Santi (40' st. Ruocco)All. Andrea Pagan MARCATORI - 34' Thereau, 39' Geijo, 42' Guilherme; 37' s.t. Kone
FRANCESCO TIOZZO E BOSCOLO NATA INSIEME AL MITICO STANKOVIC Strama prova il il 3-5-1-1 sia il 3-4-2-1, cercando d portare Fernandes accanto a Zapata. La partita ha buoni ritmi fin dalle battute iniziali, con la Clodiense che per prima cerca di farsi vedere. Udinese che cerca di prendere le misure, Badu e Fernandes tentano alcuni inserimenti interessanti, mentre Zapata mostra le sue doti di velocista: Gara condizionata nel primo tempo dal vento contro per l’Udinese. Stramaccioni, come se fosse una gara ‘normale, chiede si suoi la massima intensità: i bianconeri rispondo positivamente, cercando tutte le soluzioni possibili, ma la Clodiense è ben chiusa e i friulani faticano ad andare al tiro. Sulla manovra da dire che si gioca molto su entrambi le fasce, con i centrocampisti che – come detto. sono protagonisti tra fraseggi e inserimenti. Al 13° Guilherme è il primo ad andare al tiro, ma pallone alto di poco. Buona la spinta sulla destra dove Widmer si fa sentire e ottiene un corner al 15°, sulla cui battuta nessun bianconero riesce a deviare a rete. Al 17° deve entrare Coppolaro (nazionale U19), per Hertaux, costretto a lasciare il campo dopo un contrasto al limite che regala una punizione ai veneti. Punizione battuta da Casagrande, ma Scuffet para: naturalmente la preoccupazione è per il francese, la cui presenza domenica è importante, visto che Piris, come detto non si allena a pieno regime da inizio settimana. Con l’infortunio di Heurtaux, Stramaccioni cerca di cambiare assetto, spostando inizialmente Danilo a destra, poi sostituendo Zapata con Geijo: dal doppio trequartista si passa alle due punte, movimento che potrebbe diventare un’indicazione anche per domenica, sempre legando il discorso alla condizione del francese (e di Piris). Al 29° primo vero assalto bianconero con Widmer, tra i migliori, che però manda a lato: occasione che poteva sfruttare meglio! Al 31° Guilherme perde un pallone in mezzo, subito recuperato da un compagno, ma attenzione a questi errori contro i granata veri, quelli del Torino domenica. Al 34° Thereau con uno spunto personale, ben servito da Geijo, mette nell’angolino basso a sinistra il pallone, portando il vantaggio che premia l’Udinese che sta giocando, come detto, a buona intensità. Al 35° Fernandes prova uno schema particolare su punizione, ma la soluzione scelta non porta molto. Al 40° il raddoppio: torna alla rete Geijo che deve spingere in rete un pallone d’oro messo in mezzo da Silvan Widmer. Ottima la prestazione dello svizzero, che evidentemente, è stato punzecchiato in modo positivo dalle critiche dopo Cesena. Al 42° su punizione Udinese va a tripletta: punizione dal limite, Guilherme, sfrutta al meglio le sue doti di tiratore mettendo un fendente imparabile alle spalle della porta della Clodiense Udinese che nel finale gioca davvero bene: una volta sbloccatasi, si è scrollata di dosso rabbia e paure dinanzi a un avversario che nei primi minuti si era chiuso bene, e sta dilagando. Ripresa con parecchi cambi per la squadra di Andrea Stramaccioni: squadra rivoluzionata per nove undicesimi, con i soli Coppalro e Danilo rimasti in campo assieme Bocniewicz a proteggere Karnezis. Si rivede Pinzi in mezzo, con Kone e Allan centrali, Hallberg e Pasquale ai lati e con Aguirre e Perica in attacco. Mediani, che dalle indicazioni avute fino ad oggi, potrebbero essere anche quelli titolari domenica contro il Torino. Qualche cambio anche nella Clodiense, come giusto che sia in una amichevole che serve anche a questi ragazzi per mettersi in mostra. Udinese, che anche con i cambi, si mostra aggressiva. Curiosità per Perica e Aguirre, giovani che devono crescere, ma sui quali il club ha puntato molto. Proprio Pinzi cerca subito di mettersi in mostra, oltre all’esperienza si fa vedere con indicazioni verso i compagni e qualche passaggio filtrante. Bene anche Allan, che proprio con Pinzi sembra trovarsi e riesce spesso a sganciarsi. Al 13° bel cross di Pasquale che però non trova nessuno, se non Hallberg che però è in ritardo. Da notare come Strama chieda ai laterali sia nel primo sia nel secondo tempo di cercare il fondo per i cross. Al 16° Perica davanti ala porta spara alto da ottima posizione: buono però il movimento che cerca di fare il croato. Al 20° Danilo lascia spazio a Jadson, con Pasquale che scala sulla line difensiva, e il brasiliano si posiziona in mezzo. Ovviamente da questo punto la squadra è decisamente ‘inventa’, con Hallberg che gioca sulla destra basso, arrivando a formare anche una linea difensiva a quattro. Insomma schemi saltati, dal 30° ritmi pi blandi, ma Udinese che cerca sempre e comunque il fraseggio. Al 30° su angolo, Perica si libera bene dopo un angolo, ma non trova la deviazione in rete. Nel finale rientra Zapata per Coppolaro, con difesa a quattro formata in maniera inedita da Hallberg e Bochniewicz centrali e Pasquale e Jadson laterali. Ovviamente è un esperimento, il finale di gara non ha molto da dire se non l’adattamento anche a ruoli non propri. Al 37° anche Kone ha il suo momento di gloria con un grande gol in seminarista che non lascia scampo al portiere dalla Clodiense. Finita: buona Udinese specie nel primo tempo, poi nella ripresa i volti cambi hanno condizionato la prestazione, ma comunque l’impegno non è mai venuto meno. NB: per Heurtaux si parla di contusione, ma solo gli esami del caso potranno dire se c’è qualcosa di più, che nessuno – ovviamente – auspica.

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