Ancora un "gettone di presenza" nella Nazionale italiana di calcio Under 17 per Stefano Cester e Riccardo Boscolo Chio, i due campioncini chioggiotti titolari in pianta stabile nella formazione giovanile dell'Inter. Il commissario tecnico Carmine Nunziata ha deciso di avvalersi delle prestazioni dei due centrocampisti (più offensivo Cester, più difensivo Chio) nel duplice incontro amichevole di Clairefontaine in Francia, contro la compagine transalpina, che avrà luogo rispettivamente domani -martedì 4 dicembre alle ore 17- e giovedì 6 alle ore 11 del mattino.
lunedì 3 dicembre 2018
domenica 2 dicembre 2018
CLODIENSE BATTUTA PIÙ DALL'ARBITRO CHE DAL BOLZANO: TRE ESPULSI (DUE PER PROTESTE), CENTROCAMPO DECIMATO
La Clodiense come la tela di Penelope, disfa la settimana successiva ciò che crea in quella precedente. Così non va avanti, ma più per colpa di un arbitraggio folle che non per l’avversario di turno, la Virtus Bolzano. Erano anni che a Chioggia non si vedeva uno come Costantino Cardella da Torre del Greco: 3 espulsi granata, tutti centrocampisti e due per proteste, in una partita che resterà a lungo nella memoria per la sostanziale iniquità di ogni decisione arbitrale. Cardella è stato contestato da pubblico e dirigenti lagunari, e ha vanificato lo strenuo tentativo della Clodiense di essere più forti delle sue nequizie: Bolzano più quadrato nel gioco, ma prima della decimazione granata per mano arbitrale non aveva quasi tirato in porta (il goal di Barilli arriva solo all'88° con i chioggiotti in 9). Il presidente Ivano Bielo ha deciso per il silenzio stampa, anche se Baccolo era arrivato comunque ai microfoni prima del provvedimento.
La squadra lagunare ha affrontato la Virtus Bolzano con alcune novità di formazione: ceduti Abrefah al Montebelluna (oggi l’esordio), Pelizzer nuovo centrocampista del Campodarsego e Pregnolato già in campo al Levico, oltre ad Arvia e Scandilori, mister Vittadello ha dovuto far fronte anche alla squalifica di Martino e al perdurare dell'infortunio di Bagarolo. Questo lo schieramento iniziale: Camerlengo in porta, Granziera Ballarin Cuomo Acampora in difesa, Djurić Baccolo e Nappello a centrocampo, Farinazzo Cecconello e Luca Bullo in attacco. In panchina molti giovani del vivaio: Grego, Pupa, Nicola Bullo, Ranzato, Olivato, Tocco, Erman, Bellemo e Barone. Bolzano messo in campo dal tecnico-scrittore Alfredo Sebastiani con Tenderini, Menghin, Davi, Kaptina, Kiem, Pinton, Koni, Bounou, Bacher, Cremonini, Matteo Timpone. Di riserva Weiss, Al Salih, Barilli, Antonio Timpone, Forti, Masini, Pfeifer, Balzanà, Guerra. Spettatori 150 circa, sotto un cielo imbronciato e con aria fresca.
Primo tempo bloccato tra una Clodiense in emergenza, grigia e vocata al contropiede, e una Virtus propositiva che prende possesso della metà campo avversaria, "fa" la partita ma risulta inconcludente. Al 5° ottimo break di Baccolo che recupera palla al limite della propria area e rilancia l'azione offensiva in contropiede, un minuto dopo errore di Ballarin che favorisce Bacher, anticipato da Camerlengo in uscita. Il primo tiro degno di questo nome si vede al 36° quando l’altoatesino Matteo Timpone rientra sul sinistro e calcia, la palla finisce alta. Al 43° un cross di Bacher da sinistra, ancora Timpone si aggiusta il pallone e calcia da distanza ravvicinata, Acampora (il migliore fra i chioggiotti) devia sulla rete esterna. Cardella aveva già avuto modo di esercitare la sua intemperanza riprendendo Nappello reo, secondo la giacchetta gialla, di aver colpito di mano e non invece di petto, come però è accaduto.
Inizia la ripresa con Barone per uno spento Cecconello: dopo alcune prestazioni positive, oggi non era la giornata per uno come Mattia. Già dopo tre minuti, tuttavia, Barone viene ammonito da Cardella: ma non è niente in confronto a quanto accade al 50°, quando l’arbitro campano caccia dal campo Pietro Baccolo per una presunta manata in faccia a un avversario. Nello stupore generale l’arbitro cambia il corso del match, specie se si considera che Baccolo le mani in faccia le ha pure ricevute, senza un provvedimento analogo in casa biancorossa. E al 53° anche Ballarin finisce sul taccuino rovente per un fallo a centrocampo: Vittadello si cautela togliendo Bullo (opaca la sua prova) in luogo del positivo Erman, che assieme a Barone ha orchestrato i contropiede.
Clodiense in 10 ma pure capace di offendere, come al 59° quando Acampora crossa da sinistra, salta Farinazzo e colpisce di testa, la palla finisce tra le braccia del portiere Tenderini. Analoga azione un minuto dopo, più pericolosa, in casa bolzanina: Davi -tra i migliori dei suoi assieme a Cremonini- penetra a sinistra e crossa al centro, la palla salta Camerlengo e ballonzola pericolosamente vicino alla porta granata, liscia Timpone e liberano a fatica Acampora e poi Cuomo. Risponde la Clodiense che sfiora il goal al 63° con un tiro pazzesco di Djurić da centrocampo: il mediano pesarese vede Tenderini fuori dai pali e cerca di beffarlo con uno spiovente che termina la sua corsa sul paletto di sostegno esterno alla rete, meno di un metro e sarebbe stato goal.
Al 70° una punizione di Nappello dalla destra vede svettare Cuomo che colpisce di testa, la palla svicola di poco a lato e nega la prima gioia stagionale al forte difensore napoletano. Replica la Virtus con Cremonini che semina scompiglio in area partendo da sinistra, il numero 10 calcia sul primo palo che è coperto da Camerlengo, il quale mette in angolo. Ma al 75° inizia il tristo show di Cardella: il direttore di gara ammonisce Djurić per un fallo, il bolzanino Bounou che l’ha subìto e Nappello che era andato a chiedere ragione. La giacchetta gialla influisce malamente anche al 77°, quando Barone viene atterrato al limite dell’area o appena dentro: Cardella sorvola, non concedendo nemmeno il calcio di punizione.
Il capolavoro, si fa per dire, all’84°: Nappello viene scalciato, chiede un provvedimento e ne fa le spese lui, col secondo cartellino giallo per proteste e il rosso che gli vale la doccia anticipata. Lo stadio insorge, i dirigenti e la panchina non ci vogliono credere, c’è chi ricorda partite epiche dei decenni passati contro Mestrina o Donada, finite con l’arbitro assediato davanti agli spogliatoi dello stadio Ballarin: fatto sta che la Clodiense è in nove uomini e ora si fa davvero dura. All’86° prova il tiro Bounou ma Camerlengo si distende, pure se la palla esce autonomamente.
La frittata si compie all’88°: nel logico attacco ospite, schierato con il 4-2-4, Cremonini apre per il terzino Menghin, che crossa perfettamente in area, dove irrompe Barilli il quale anticipa Granziera e Djurić, insaccando al volo da pochi passi alle spalle di un incolpevole Camerlengo. È la mazzata per le speranze degli uomini di Vittadello, ma purtroppo non è la parola fine al “capolavoro” di Cardella, che al 90° completa il suo arbitraggio da incubo a seguito di un’azione controversa ancora una volta in area biancorossa contro Barone: Djurić protesta più forte e l’uomo in giallo tira fuori prima il cartellino dello stesso colore, poi il rosso per somma di ammonizioni, con punizione a favore dl Bolzano. Perde le staffe anche il dirigente Mirco Ferrara che segue Djurić fuori dal campo: la stessa sorte tocca subito dopo al bolzanino Davi, con Cardella ormai completamente nel pallone. Clodiense in otto uomini fino al fischio finale, quasi sotto silenzio di fronte alla bordata di fischi e di gestacci che accompagna Cardella all’uscita.
Impossibile parlare della partita sul piano tecnico, dice in sala stampa il presidente Ivano Bielo, e anche per questo l’allenatore Vittadello non ha potuto rilasciare dichiarazioni. Il numero uno della società però va coi piedi di piombo sul mercato: dopo l’addio di due centrocampisti e la defezione dei tre espulsi di oggi, a Porto Tolle sabato nell’anticipo dell’Immacolata il tecnico avrà il suo bel daffare a schierare un reparto decimato, dove solo Erman e l’adattato Cuomo possono dirsi a disposizione. Non appare improbabile l’arretramento di Luca Bullo in una posizione già ricoperta un anno fa con De Mozzi, oppure l’ennesimo adattamento di Pietro Martino, nella speranza che le voci di mercato non investano anche lui, dopo aver trovato finalmente una posizione ideale da terzino a tutta fascia. In entrata si parla di Rizzo, trequartista/mezzala già al Feltre, ma tutto è in fieri.
Per fortuna il Tamai e il Trento, che in classifica seguono la Clodiense nei bassifondi, non hanno vinto e la classifica davanti non si è mossa troppo, anche se perdere così fa male (specie per chi ricorda la beffa di Montebelluna più ancora che quella di Cartigliano). Baccolo non si spiega ancora l’accaduto: «Certo l’arbitraggio ha condizionato l’incontro, ma ci abbiamo messo del nostro, con un atteggiamento non determinato quando si trattava di prendere coraggio e calciare in porta, da tutte le posizioni». Dal canto suo l’allenatore ospite Sebastiani ricorda che anche la sua squadra fin qua ha subìto torti arbitrali, e che la Virtus ha meritato il successo per quanto ha fatto vedere in termini di gioco e possesso. Sarà, certo che una giornata e un arbitro così non si vedevano da tempo, e dalla memoria se ne andranno non certo presto: anche senza guardare la classifica.
Le pagelle dei granata
Camerlengo 6: sul goal non ha colpe, prima sventa un paio di conclusioni di Timpone e Cremonini.
Granziera 6: sorpreso sul goal, sbroglia bene altre situazioni in precedenza. L'inferiorità numerica si fa sentire anche in difesa.
Acampora 6.5: il giovane napoletano cresce di personalità, si riprende subito dopo i pochi errori e anche in 10 resta lucido e propositivo.
Ballarin 6: alterna il disbrigo di situazioni scabrose con esperienza e fisicità, a qualche errore che espone la retroguardia a rischi evitabili. Da capitano si fa sentire nei confronti del pessimo arbitro Cardella, che (strano, per il suo stesso metro) lo lascia in campo fino alla fine.
Cuomo 6: c'è in difesa, c'è sulle palle ferme d'attacco. E a Porto Tolle, probabilmente, ci dovrà essere pure a centrocampo. Imprescindibile, se nessuno lo vorrà vendere (con questi chiari di luna).
Djurić 6: la sua presenza fisicamente non può non essere notata, staziona sul centrodestra ma copre anche davanti la difesa, tentando sortite offensive specie di testa. Ci mette la gamba, fa valere le sue ragioni ma davanti al Cardella di oggi è costretto a uscire senza meritarlo.
Farinazzo 6: suoi i tentativi di contropiede, uno viene vanificato dal lancio troppo lungo di Nappello che avrebbe messo Marco da solo davanti a Tenderini. Ci prova anche di testa.
Baccolo 6: prima vittima dell'ordine di Cardella, l'ex Padova gioca davanti alla difesa rilanciando subito l'azione con verticale eleganza. Per primo fa il mea culpa in sala stampa: bisogna tirare di più, anche da fuori, e servire le punte meglio. Lui sa come si fa.
Cecconello 5: giornata no per il centravanti, che al solito lavoro oscuro non associa assistenza agli esterni d'attacco e raggiunge pochi palloni giocabili. Non ci si preoccupa, se è quello visto a Carlino.
Nappello 5.5: da uno come lui ci si aspetta sempre la giocata di fino, il lancio, il dribbling che cambia le sorti di una partita. Nella ormai acquisita posizione arretrata, contro la Virtus Bolzano ha inciso meno del solito, anche perché tartassato di falli. Ma chissà perché l'arbitro -che lo aveva preso di mira già nel primo tempo- caccia lui e non chi lo bastona.
Luca Bullo 5: il gioiellino del vivaio chioggiotto gira a vuoto, dopo tante partite di talento e goal. Troppo al largo rispetto alla manovra, deve tornare indietro per avere qualche pallone giocabile, senza dialogare troppo coi compagni nè tentare la sortita personale. Contro il Delta tornerà a centrocampo?
Barone 6.5: da solo tiene il peso dell'attacco lagunare per tutto il secondo tempo, quando lo stesso Farinazzo è costretto a ripiegare sulla fascia quando la squadra resta in dieci e poi in nove. Vincenzo lotta, apre varchi, tiene alta la squadra e prova a essere pericoloso: ma quando cade in area per l'ineffabile Cardella non è mai rigore. Strano però.
Erman 6.5: la miglior sua partita del girone, in una ripresa di sacrificio e resistenza. Thomas recupera palloni e li lancia in avanti, favorendo il contropiede. A Porto Tolle il centrocampo sarà imperniato su di lui, giocando così ce la può fare per bene.
La squadra lagunare ha affrontato la Virtus Bolzano con alcune novità di formazione: ceduti Abrefah al Montebelluna (oggi l’esordio), Pelizzer nuovo centrocampista del Campodarsego e Pregnolato già in campo al Levico, oltre ad Arvia e Scandilori, mister Vittadello ha dovuto far fronte anche alla squalifica di Martino e al perdurare dell'infortunio di Bagarolo. Questo lo schieramento iniziale: Camerlengo in porta, Granziera Ballarin Cuomo Acampora in difesa, Djurić Baccolo e Nappello a centrocampo, Farinazzo Cecconello e Luca Bullo in attacco. In panchina molti giovani del vivaio: Grego, Pupa, Nicola Bullo, Ranzato, Olivato, Tocco, Erman, Bellemo e Barone. Bolzano messo in campo dal tecnico-scrittore Alfredo Sebastiani con Tenderini, Menghin, Davi, Kaptina, Kiem, Pinton, Koni, Bounou, Bacher, Cremonini, Matteo Timpone. Di riserva Weiss, Al Salih, Barilli, Antonio Timpone, Forti, Masini, Pfeifer, Balzanà, Guerra. Spettatori 150 circa, sotto un cielo imbronciato e con aria fresca.
Primo tempo bloccato tra una Clodiense in emergenza, grigia e vocata al contropiede, e una Virtus propositiva che prende possesso della metà campo avversaria, "fa" la partita ma risulta inconcludente. Al 5° ottimo break di Baccolo che recupera palla al limite della propria area e rilancia l'azione offensiva in contropiede, un minuto dopo errore di Ballarin che favorisce Bacher, anticipato da Camerlengo in uscita. Il primo tiro degno di questo nome si vede al 36° quando l’altoatesino Matteo Timpone rientra sul sinistro e calcia, la palla finisce alta. Al 43° un cross di Bacher da sinistra, ancora Timpone si aggiusta il pallone e calcia da distanza ravvicinata, Acampora (il migliore fra i chioggiotti) devia sulla rete esterna. Cardella aveva già avuto modo di esercitare la sua intemperanza riprendendo Nappello reo, secondo la giacchetta gialla, di aver colpito di mano e non invece di petto, come però è accaduto.
Inizia la ripresa con Barone per uno spento Cecconello: dopo alcune prestazioni positive, oggi non era la giornata per uno come Mattia. Già dopo tre minuti, tuttavia, Barone viene ammonito da Cardella: ma non è niente in confronto a quanto accade al 50°, quando l’arbitro campano caccia dal campo Pietro Baccolo per una presunta manata in faccia a un avversario. Nello stupore generale l’arbitro cambia il corso del match, specie se si considera che Baccolo le mani in faccia le ha pure ricevute, senza un provvedimento analogo in casa biancorossa. E al 53° anche Ballarin finisce sul taccuino rovente per un fallo a centrocampo: Vittadello si cautela togliendo Bullo (opaca la sua prova) in luogo del positivo Erman, che assieme a Barone ha orchestrato i contropiede.
Clodiense in 10 ma pure capace di offendere, come al 59° quando Acampora crossa da sinistra, salta Farinazzo e colpisce di testa, la palla finisce tra le braccia del portiere Tenderini. Analoga azione un minuto dopo, più pericolosa, in casa bolzanina: Davi -tra i migliori dei suoi assieme a Cremonini- penetra a sinistra e crossa al centro, la palla salta Camerlengo e ballonzola pericolosamente vicino alla porta granata, liscia Timpone e liberano a fatica Acampora e poi Cuomo. Risponde la Clodiense che sfiora il goal al 63° con un tiro pazzesco di Djurić da centrocampo: il mediano pesarese vede Tenderini fuori dai pali e cerca di beffarlo con uno spiovente che termina la sua corsa sul paletto di sostegno esterno alla rete, meno di un metro e sarebbe stato goal.
Al 70° una punizione di Nappello dalla destra vede svettare Cuomo che colpisce di testa, la palla svicola di poco a lato e nega la prima gioia stagionale al forte difensore napoletano. Replica la Virtus con Cremonini che semina scompiglio in area partendo da sinistra, il numero 10 calcia sul primo palo che è coperto da Camerlengo, il quale mette in angolo. Ma al 75° inizia il tristo show di Cardella: il direttore di gara ammonisce Djurić per un fallo, il bolzanino Bounou che l’ha subìto e Nappello che era andato a chiedere ragione. La giacchetta gialla influisce malamente anche al 77°, quando Barone viene atterrato al limite dell’area o appena dentro: Cardella sorvola, non concedendo nemmeno il calcio di punizione.
Il capolavoro, si fa per dire, all’84°: Nappello viene scalciato, chiede un provvedimento e ne fa le spese lui, col secondo cartellino giallo per proteste e il rosso che gli vale la doccia anticipata. Lo stadio insorge, i dirigenti e la panchina non ci vogliono credere, c’è chi ricorda partite epiche dei decenni passati contro Mestrina o Donada, finite con l’arbitro assediato davanti agli spogliatoi dello stadio Ballarin: fatto sta che la Clodiense è in nove uomini e ora si fa davvero dura. All’86° prova il tiro Bounou ma Camerlengo si distende, pure se la palla esce autonomamente.
La frittata si compie all’88°: nel logico attacco ospite, schierato con il 4-2-4, Cremonini apre per il terzino Menghin, che crossa perfettamente in area, dove irrompe Barilli il quale anticipa Granziera e Djurić, insaccando al volo da pochi passi alle spalle di un incolpevole Camerlengo. È la mazzata per le speranze degli uomini di Vittadello, ma purtroppo non è la parola fine al “capolavoro” di Cardella, che al 90° completa il suo arbitraggio da incubo a seguito di un’azione controversa ancora una volta in area biancorossa contro Barone: Djurić protesta più forte e l’uomo in giallo tira fuori prima il cartellino dello stesso colore, poi il rosso per somma di ammonizioni, con punizione a favore dl Bolzano. Perde le staffe anche il dirigente Mirco Ferrara che segue Djurić fuori dal campo: la stessa sorte tocca subito dopo al bolzanino Davi, con Cardella ormai completamente nel pallone. Clodiense in otto uomini fino al fischio finale, quasi sotto silenzio di fronte alla bordata di fischi e di gestacci che accompagna Cardella all’uscita.
Impossibile parlare della partita sul piano tecnico, dice in sala stampa il presidente Ivano Bielo, e anche per questo l’allenatore Vittadello non ha potuto rilasciare dichiarazioni. Il numero uno della società però va coi piedi di piombo sul mercato: dopo l’addio di due centrocampisti e la defezione dei tre espulsi di oggi, a Porto Tolle sabato nell’anticipo dell’Immacolata il tecnico avrà il suo bel daffare a schierare un reparto decimato, dove solo Erman e l’adattato Cuomo possono dirsi a disposizione. Non appare improbabile l’arretramento di Luca Bullo in una posizione già ricoperta un anno fa con De Mozzi, oppure l’ennesimo adattamento di Pietro Martino, nella speranza che le voci di mercato non investano anche lui, dopo aver trovato finalmente una posizione ideale da terzino a tutta fascia. In entrata si parla di Rizzo, trequartista/mezzala già al Feltre, ma tutto è in fieri.
Per fortuna il Tamai e il Trento, che in classifica seguono la Clodiense nei bassifondi, non hanno vinto e la classifica davanti non si è mossa troppo, anche se perdere così fa male (specie per chi ricorda la beffa di Montebelluna più ancora che quella di Cartigliano). Baccolo non si spiega ancora l’accaduto: «Certo l’arbitraggio ha condizionato l’incontro, ma ci abbiamo messo del nostro, con un atteggiamento non determinato quando si trattava di prendere coraggio e calciare in porta, da tutte le posizioni». Dal canto suo l’allenatore ospite Sebastiani ricorda che anche la sua squadra fin qua ha subìto torti arbitrali, e che la Virtus ha meritato il successo per quanto ha fatto vedere in termini di gioco e possesso. Sarà, certo che una giornata e un arbitro così non si vedevano da tempo, e dalla memoria se ne andranno non certo presto: anche senza guardare la classifica.
Le pagelle dei granata
Camerlengo 6: sul goal non ha colpe, prima sventa un paio di conclusioni di Timpone e Cremonini.
Granziera 6: sorpreso sul goal, sbroglia bene altre situazioni in precedenza. L'inferiorità numerica si fa sentire anche in difesa.
Acampora 6.5: il giovane napoletano cresce di personalità, si riprende subito dopo i pochi errori e anche in 10 resta lucido e propositivo.
Ballarin 6: alterna il disbrigo di situazioni scabrose con esperienza e fisicità, a qualche errore che espone la retroguardia a rischi evitabili. Da capitano si fa sentire nei confronti del pessimo arbitro Cardella, che (strano, per il suo stesso metro) lo lascia in campo fino alla fine.
Cuomo 6: c'è in difesa, c'è sulle palle ferme d'attacco. E a Porto Tolle, probabilmente, ci dovrà essere pure a centrocampo. Imprescindibile, se nessuno lo vorrà vendere (con questi chiari di luna).
Djurić 6: la sua presenza fisicamente non può non essere notata, staziona sul centrodestra ma copre anche davanti la difesa, tentando sortite offensive specie di testa. Ci mette la gamba, fa valere le sue ragioni ma davanti al Cardella di oggi è costretto a uscire senza meritarlo.
Farinazzo 6: suoi i tentativi di contropiede, uno viene vanificato dal lancio troppo lungo di Nappello che avrebbe messo Marco da solo davanti a Tenderini. Ci prova anche di testa.
Baccolo 6: prima vittima dell'ordine di Cardella, l'ex Padova gioca davanti alla difesa rilanciando subito l'azione con verticale eleganza. Per primo fa il mea culpa in sala stampa: bisogna tirare di più, anche da fuori, e servire le punte meglio. Lui sa come si fa.
Cecconello 5: giornata no per il centravanti, che al solito lavoro oscuro non associa assistenza agli esterni d'attacco e raggiunge pochi palloni giocabili. Non ci si preoccupa, se è quello visto a Carlino.
Nappello 5.5: da uno come lui ci si aspetta sempre la giocata di fino, il lancio, il dribbling che cambia le sorti di una partita. Nella ormai acquisita posizione arretrata, contro la Virtus Bolzano ha inciso meno del solito, anche perché tartassato di falli. Ma chissà perché l'arbitro -che lo aveva preso di mira già nel primo tempo- caccia lui e non chi lo bastona.
Luca Bullo 5: il gioiellino del vivaio chioggiotto gira a vuoto, dopo tante partite di talento e goal. Troppo al largo rispetto alla manovra, deve tornare indietro per avere qualche pallone giocabile, senza dialogare troppo coi compagni nè tentare la sortita personale. Contro il Delta tornerà a centrocampo?
Barone 6.5: da solo tiene il peso dell'attacco lagunare per tutto il secondo tempo, quando lo stesso Farinazzo è costretto a ripiegare sulla fascia quando la squadra resta in dieci e poi in nove. Vincenzo lotta, apre varchi, tiene alta la squadra e prova a essere pericoloso: ma quando cade in area per l'ineffabile Cardella non è mai rigore. Strano però.
Erman 6.5: la miglior sua partita del girone, in una ripresa di sacrificio e resistenza. Thomas recupera palloni e li lancia in avanti, favorendo il contropiede. A Porto Tolle il centrocampo sarà imperniato su di lui, giocando così ce la può fare per bene.
sabato 1 dicembre 2018
CLODIENSE, SE NE VANNO IN TRE. OGGI IL MATCH CON LA VIRTUS BOLZANO: NAPPELLO A RISCHIO
Dicembre è il mese del calciomercato in serie D e subito la Clodiense Chioggia Sottomarina muove le sue pedine. Le prime sono in uscita: ieri il direttore sportivo Roberto Tonicello ha ufficializzato le cessioni del difensore Andrea Pregnolato e dei centrocampisti Stefano Pelizzer ed Emanuel Enzo Abrefah: nel primo caso si tratta di un atleta "chiuso" da Ballarin, Cuomo e anche Granziera, che ha fatto bene quando chiamato in causa pur se con qualche espulsione di troppo. Quanto alle rinunce ai due eclettici mediani, è evidente la volontà della società di rimpiazzare sul mercato le loro difficili partenze: Pelizzer -un cavallo di ritorno- si era in poco tempo riambientato entro vari ruoli fra centrocampo e le ali, mostrando sempre grande grinta, sostanza e un'apprezzata tigna caratteriale, risultando utilissimo anche in fase di assist. Abrefah è stato un po' il collante degli ultimi anni di storia della squadra granata, fin dall'Eccellenza con De Mozzi: ala destra, interno, ha fatto anche il terzino per la sua notevole progressione atletica capace di infondere strappi all'azione quando le esigenze lo richiedevano, e andare in goal come nel caso della punizione deviata che a Rosà diede la coppa Veneto ai lagunari contro l'Ambrosiana. Emanuel Enzo andrà a rinforzare il Montebelluna, Pregnolato al Levico (due avversarie dirette, si direbbe) e Pelizzer torna al forte Campodarsego per giocarsi le chance di promozione. In entrata sono forti le attenzioni per l'ex fantasista del Feltre Alessio Rizzo, di proprietà del Catania.
Stefano Pelizzer
Oggi quindi contro la Virtus Bolzano, presieduta dall'ex campione di hockey su ghiaccio Robert Oberrauch, allo stadio Ballarin (inizio ore 14.30) mister Mario Vittadello avrà le scelte abbastanza contate, considerato anche che Umberto Nappello -mattatore delle ultime giornate- è in dubbio per un infortunio. La squalifica di Pietro Martino, prezioso nel ripiegamento a esterno difensivo, e le condizioni di Gianmaria Bagarolo quasi impongono al tecnico vicentino l'utilizzo di Camerlengo in porta, Granziera, Ballarin, Cuomo e Acampora in difesa, Erman, Djurić e Baccolo a centrocampo, Farinazzo, Cecconello e Bullo in attacco. Arbitra l'incontro Costantino Cardella della sezione di Torre del Greco.
Stefano Pelizzer
Oggi quindi contro la Virtus Bolzano, presieduta dall'ex campione di hockey su ghiaccio Robert Oberrauch, allo stadio Ballarin (inizio ore 14.30) mister Mario Vittadello avrà le scelte abbastanza contate, considerato anche che Umberto Nappello -mattatore delle ultime giornate- è in dubbio per un infortunio. La squalifica di Pietro Martino, prezioso nel ripiegamento a esterno difensivo, e le condizioni di Gianmaria Bagarolo quasi impongono al tecnico vicentino l'utilizzo di Camerlengo in porta, Granziera, Ballarin, Cuomo e Acampora in difesa, Erman, Djurić e Baccolo a centrocampo, Farinazzo, Cecconello e Bullo in attacco. Arbitra l'incontro Costantino Cardella della sezione di Torre del Greco.
domenica 25 novembre 2018
LA CLODIENSE DA TRASFERTA VINCE IN FRIULI: TRE PUNTI D'ORO IN CONTROPIEDE, SPIRITO, PARATE, DIFESA E FORTUNA
Che bello tornare a vincere. La Clodiense conquista la seconda affermazione stagionale -prima in trasferta- dopo due mesi, facendo bottino pieno nel difficile campo friulano di Carlino, grazie al goal iniziale di Farinazzo e a una partita tutta difesa e contropiede sopra un terreno fangoso. Come si è visto a Cartigliano e anche a Montebelluna, fuori casa i granata paiono rendere al meglio, impostando nel classico format di rimessa letale, oltre che affidandosi alle parate di Camerlengo. Al risultato ha contribuito anche la decisione di mister Vittadello di sostituire alla mezz'ora il tecnico centrocampista Erman con il difensore Granziera, avanzando Cuomo, e per una volta non è mancata nemmeno un po' di fortuna, con il palo che ha detto di no alle conclusioni dei locali Spetić e Kabine.
il goal di Farinazzo:
La Clodiense ha fornito numerose prestazioni positive, aiutandosi con grande spirito di sacrificio: menzione particolare, oltre al chirurgico goleador e al portiere-saracinesca, anche per le rocce Cuomo e Cecconello che hanno lottato su ogni pallone, per il duttile Martino oggi impiegato da difensore destro e soprattutto Nappello, nuovo leader in campo e capace di mostrare classe anche su un campo di patate, partendo da posizione più arretrata per lanciare in porta le punte. Alla fine tre punti d'oro che si cercherà di mettere a frutto domenica prossima allo stadio Ballarin dove scenderà la Virtus Bolzano, vittoriosa ieri in casa contro il Levico: per sfatare le mura amiche -in attesa delle novità del mercato di dicembre- potrebbe non essere sufficiente lasciare l'iniziativa del gioco in mano agli avversari.
Allo stadio Della Ricca l'allenatore lagunare Mario Vittadello -privo di Bagarolo- schiera Camerlengo in porta, Martino e il 2001 Acampora terzini, Ballarin e Cuomo difensori centrali, Erman, Djurić, Nappello a centrocampo, Farinazzo, Cecconello e Bullo nell'attacco intoccabile dopo le ultime prestazioni. In panchina Grego, Pregnolato, Granziera, Pupa, Abrefah, Baccolo, Pelizzer, Tocco, Barone: non figurano tra gli altri Arvia e Scandilori, probabili cessioni al mercato di dicembre, nè il nuovo acquisto Marco Tattini arrivato in settimana dall'Imolese.
Risponde Stefano de Agostini (ex calciatore di Reggiana, Cremonese, Napoli in serie A negli anni Novanta) per il Cjarlins schierando Scordino, Parpinel, Facchinutti, l'ex lagunare Pastorelli, Tonizzo, Politti, Migliorini, Spetić, Smrtnik, Kabine, Bussi. In panchina, tra gli altri, l'altro ex clodiense Marco Duravia. I padroni di casa stanno affrontando un buon campionato grazie anche all'innesto di Kabine su un telaio già strutturato dalle conferme di Spetić, Smrtnik, Tonizzo, Bussi e Moras. L'arbitro è Arcidiacono di Acireale, che dirige sotto la pioggia su un terreno allentato e davanti a 200 spettatori.
Avvio col botto, subito un corner per parte e su quello friulano, al 3° minuto di gioco, il capolavoro della Clodiense: Cecconello recupera palla e libera l'area, si avventa Farinazzo che arriva per primo e quasi in azione rugbystica serve Nappello. Umberto fa tutto il campo al piede mentre a sinistra si allarga Bullo e a destra rinviene lo stesso numero 7, che viene in effetti servito: Marco si sposta la sfera dal destro al sinistro e con un diagonale assai preciso supera il portiere Scordino. La palla si infrange sul palo poi scivola beffarda in rete dalla parte opposta, per la gioia di titolari e riserve che si uniscono nell'abbraccio generale all'autore del goal e a chi lo ha lanciato.
Di qui comincia un'altra partita, là dove il Cjarlins Muzane costruisce azioni su azioni, riversandosi in avanti e calciando in porta appena può. Inizia la collezione di corner, su uno di questi all'11° Spetić colpisce il palo prima che la palla venga liberata da Ballarin. Fioccano le occasioni di casa: Politti, poi un cross teso di Parpinel dove non arriva però nessuno, un destro ancora dell'ottimo veterano Spetić, Kabine che lancia Smrtnik il quale a sua volta non ci arriva. Risponde la giornata sì di Nappello, che sforna assist in profondità sia da regista che da trequartista, assurgendo a leader non solo nel battere i calci si punizione: al 20° un'azione di rimessa ben congegnata scarica su Bullo che però viene anticipato di testa. E il terreno non rende la vita facile a nessuno.
A questo punto Vittadello, vedendo in difficoltà Erman, decide di cautelarsi avanzando Cuomo davanti alla difesa, à la Desailly si sarebbe detto un tempo, e consentendo l'ingresso di Granziera a formare la coppia centrale difensiva con Ballarin. Raddoppiano gli sforzi anche le due ali, sostenute dai terzini: al 36° il cross di Acampora trova Djurić che calcia di sinistro, ma la palla arriva al portiere Scordino smorzata da un difensore. Ancora un diagonale di Farinazzo a fine tempo, molto decentrato, è preda dell'estremo biancoblu, e sulla ripartenza Camerlengo salva il risultato togliendo dall'incrocio dei pali una conclusione di Bussi. Il tempo si chiude con una punizione pericolosa per la Clodiense sulla trequarti friulana, ma l'invito di Nappello rimane senza esito.
Ripresa senza cambi iniziali, e negli alleggerimenti è ancora la Clodiense a farsi sentire: come al 50°, quando una punizione di Nappello dalla trequarti destra attraversa tutta l'area e per poco Cecconello non ci arriva. Ammirevole fra i padroni di casa la prova di Spetić: l'esperto sloveno di Postumia, 36 anni, svaria lungo il fronte tra l'attacco e limite dell'area. A volte il copione della partita si ribalta, ed è il Cjarlins a involarsi in contropiede al 53° con Bussi che calcia alto. Kabine si sposta da destra a sinistra, in casa granata l'uomo del dai-e-vai è sempre Farinazzo. Un paio di ammonizioni frenano un po' i lagunari, Granziera si oppone bene a una rovesciata di Spetić e Cecconello rompe l'assedio conquistando punizioni importanti.
Anche se Bussi allungandosi la palla cade a contatto con Camerlengo (correva il 65° minuto), senza peraltro che l'arbitro accordasse il penalty, nella ripresa le occasioni per i friulani sono meno che nel primo tempo: fra quelli che crescono c'è Djurić, un diesel di 1.93 che prende a macinare tackle e a fare da diga quando si gioca a una sola metà campo. Quando si deve difendere, la Clodiense si schiera col 4-4-1-1, in cui Nappello sta dietro Cecconello. Cuomo di testa le spazza tutte, e un grande aiuto lo riceve da Martino, ormai calato pienamente nel ruolo di difensore (destro o sinistro che sia), capace anche di accentrarsi per liberare l'area: averlo "zambrottato" è stato un colpo riuscito a Vittadello.
A venti minuti dalla fine un tiro innocuo di Migliorini incoccia una piscina di fango e cambia direzione, a pochi metri dalla guardia di Camerlengo, che però è in postazione e non ha alcun problema. Parte la ruota dei cambi, con Barone al posto di uno stremato ma valido Cecconello, mentre De Agostini dà una chance a Duravia (escluso Migliorini): subito l'ex ala della Clodiense va al cross, la sua specialità. Come quella di Tonizzo è il tiro da fuori, che esegue al 75°: lo scorso anno segnò ai granata con un bolide, come aveva realizzato Moras, entrato al 76° per Bussi. Sussulto all'80°, quando il lancio di Tonizzo coglie Kabine: piatto sinistro e palo a Camerlengo battuto, ma viene fischiato un fuorigioco. Djurić chiede il cambio e Vittadello manda in campo Pelizzer: si distingue subito per i falli che i biancoblu commettono su di lui.
L'assedio finale, prevedibile, non si concretizza in alcun modo. Pregnolato rafforza ulteriormente la difesa, Pelizzer va a coprire la posizione di Farinazzo, Nappello gestisce il pallone come pochi in questa categoria. Camerlengo para sicuro la botta di Duravia all'87°, poi l'ultima occasione pericolosa per il Cjarlins con la respinta in diagonale dell'estremo granata e Martino che anticipa Ruffo quasi sulla linea di porta. Nei quattro minuti di recupero solo il fallo di Kabine su Camerlengo e un colpo di testa di Smrtnik, bloccato ancora dal giovane numero 1. Il fischio di Arcidiacono è una liberazione per i chioggiotti, che si riportano al terzultimo posto assieme al Belluno, lasciandosi dietro per ora il Tamai e il Trento. E si gode di più al terzo tempo, fra salsicce, birra e vino di casa in perfetto stile ospitale friulano. Sì, c'è davvero di che far festa, stavolta.
Al termine dell'incontro, il trainer del Cjarlins de Agostini non ha alcunché da rimproverare ai propri ragazzi: «Ci hanno provato in tutti i modi e siamo stati anche sfortunati per i pali, è dall'inizio dell'anno che raccogliamo meno di quanto seminiamo e meritiamo». Soddisfatto naturalmente Mario Vittadello: «Mi è piaciuto molto lo spirito con cui i giocatori hanno affrontato il match. Hanno giocato bene tutti, sapevamo che loro avrebbero cercato molto spesso il tiro a rete, e poi ci è andata bene nonostante le difficoltà». Palpabile la gioia di tutto l'entourage, in quest'angolo di Friuli così vicino a una laguna, quella di Marano: in qualche modo, il campionato della Clodiense Chioggia Sottomarina rinasce qui.
LE PAGELLE DEI GRANATA
Camerlengo 7.5, il balzo felino per cancellare l'esultanza in gola a Bussi, alla fine del primo tempo, vale da solo il prezzo del biglietto (e peccato non poter disporre dell'immagine). Oltre a ciò, Stefano mostra quasi sempre sicurezza anche in un terreno infido come questo, primo nemico dei portieri.
Martino 7, dopo l'ala di inizio stagione, dopo il lusinghiero debutto da terzino sinistro a Cartigliano, ora Pietro si sposta a destra, sempre nella zona arretrata. E se anche non avanza spesso, in difesa è determinante con colpi di testa, diagonali e anticipi, come se giocasse là da sempre.
Ballarin 6.5, ha il merito di togliere dalla linea di porta la respinta dopo il palo colpito di testa da Smrtnik. E poi si coordina con Granziera, Cuomo e Martino per tenere lontani i pericoli, intervenendo spesso di prima intenzione a ricacciare la palla fuori area.
Cuomo 7, non è certo una novità, ma il suo apporto anche davanti alla difesa è di sostanza, presidio, rilancio e variante tattica quando si sganciano gli esterni. Dalle sue parti non si passa, come una diga mobile: e prima o poi verrà anche il goal di testa da corner, se lo meriterebbe tutto.
Acampora 6.5, il 17enne elogiato dal mister nel primo tempo ha un brutto cliente in Kabine, che ha il doppio della sua età. Ma "Ema" non trema, copre le consegne e ogni tanto si lancia sulla fascia. Gioca tranquillo e rende tranquilli anche i compagni di squadra e gli spettatori.
Djurić 6, per sua stessa ammissione non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, e data anche la struttura fisica imponente entra a regime più tardi nel corso della partita. A un primo tempo difficile fa seguito un secondo di speranza, con recuperi in tackle e azioni da schermo che lasciano ben sperare quanto al suo contributo futuro. Dovrebbe liberare la falcata e il tiro, appena potrà.
Erman 5.5, c'è ma non si vede. Il triestino gioca mezz'ora in una parte di campo martoriata dal maltempo, non riesce a far valere la sua tecnica di fronte all'esuberanza fisica altrui. Poi Vittadello lo toglie e la squadra si assesta, senza che per il giovane sia una bocciatura o un rinvio agli esami di riparazione.
Nappello 7.5, non solo per l'azione del goal e un altro paio di analoghe che avrebbero potuto avere sorte migliore, ma anche per il nuovo ruolo di leader che si è ritagliato. Va su tutti i palloni, non tira indietro la gamba, ha senso della posizione anche da interno sinistro e non di rado torna trequartista: se gira lui, tutto è più facile.
Farinazzo 7.5, non ci sono più troppe parole, nel fuggire lungo la fascia e accentrarsi per tirare ce ne sono pochi come lui in questa categoria. Sempre pronto a creare pericoli in contropiede, vale spendere una parola per i suoi ripiegamenti difensivi di sacrificio. Imprescindibile.
Cecconello 7, continua la crescita della punta centrale ex Abano, che tiene sempre impegnati due difensori ma soprattutto torna anche nella propria metà campo a recuperare palloni da rifinire e giocare, come un finto nueve (che non è). Conquista punizioni e dà respiro a chi esce dal forcing. Bravo e prezioso.
Bullo 5.5, nemmeno per uno come Luca il manto odierno era l'ideale. Ma al netto dell'attenuante il talento lagunare ha faticato a rendersi pericoloso come suo solito, recalcitrando ad aiutare Acampora durante le folate offensive avversarie. Ha giocato partite migliori, ma ha vinto anche lui.
Granziera 6.5, il suo ingresso al fianco di Ballarin ha equilibrato la squadra con lo spostamento di Cuomo pochi metri fuori dall'area, giocando senza sbavature nè esitazioni. Ormai è chiaro a tutti che è un difensore centrale e snaturarlo (anche in emergenza) toglie qualcosa alle sue potenzialità, che restano notevoli.
Barone 6, venti minuti alla ricerca della profondità. Bentornato. Pelizzer 6.5, gli bastano pochi minuti per far ammonire un avversario, rimediare alcuni calci di punizione, tenere alta la bandiera con la garra charrùa (oggi pare si debba dire così) che gli si riconosce. Per Stefano vale quanto detto anche per "Fari": che squadra sarebbe senza uno così? Pregnolato s.v., utile nel fortino finale.
il goal di Farinazzo:
La Clodiense ha fornito numerose prestazioni positive, aiutandosi con grande spirito di sacrificio: menzione particolare, oltre al chirurgico goleador e al portiere-saracinesca, anche per le rocce Cuomo e Cecconello che hanno lottato su ogni pallone, per il duttile Martino oggi impiegato da difensore destro e soprattutto Nappello, nuovo leader in campo e capace di mostrare classe anche su un campo di patate, partendo da posizione più arretrata per lanciare in porta le punte. Alla fine tre punti d'oro che si cercherà di mettere a frutto domenica prossima allo stadio Ballarin dove scenderà la Virtus Bolzano, vittoriosa ieri in casa contro il Levico: per sfatare le mura amiche -in attesa delle novità del mercato di dicembre- potrebbe non essere sufficiente lasciare l'iniziativa del gioco in mano agli avversari.
Allo stadio Della Ricca l'allenatore lagunare Mario Vittadello -privo di Bagarolo- schiera Camerlengo in porta, Martino e il 2001 Acampora terzini, Ballarin e Cuomo difensori centrali, Erman, Djurić, Nappello a centrocampo, Farinazzo, Cecconello e Bullo nell'attacco intoccabile dopo le ultime prestazioni. In panchina Grego, Pregnolato, Granziera, Pupa, Abrefah, Baccolo, Pelizzer, Tocco, Barone: non figurano tra gli altri Arvia e Scandilori, probabili cessioni al mercato di dicembre, nè il nuovo acquisto Marco Tattini arrivato in settimana dall'Imolese.
Risponde Stefano de Agostini (ex calciatore di Reggiana, Cremonese, Napoli in serie A negli anni Novanta) per il Cjarlins schierando Scordino, Parpinel, Facchinutti, l'ex lagunare Pastorelli, Tonizzo, Politti, Migliorini, Spetić, Smrtnik, Kabine, Bussi. In panchina, tra gli altri, l'altro ex clodiense Marco Duravia. I padroni di casa stanno affrontando un buon campionato grazie anche all'innesto di Kabine su un telaio già strutturato dalle conferme di Spetić, Smrtnik, Tonizzo, Bussi e Moras. L'arbitro è Arcidiacono di Acireale, che dirige sotto la pioggia su un terreno allentato e davanti a 200 spettatori.
Avvio col botto, subito un corner per parte e su quello friulano, al 3° minuto di gioco, il capolavoro della Clodiense: Cecconello recupera palla e libera l'area, si avventa Farinazzo che arriva per primo e quasi in azione rugbystica serve Nappello. Umberto fa tutto il campo al piede mentre a sinistra si allarga Bullo e a destra rinviene lo stesso numero 7, che viene in effetti servito: Marco si sposta la sfera dal destro al sinistro e con un diagonale assai preciso supera il portiere Scordino. La palla si infrange sul palo poi scivola beffarda in rete dalla parte opposta, per la gioia di titolari e riserve che si uniscono nell'abbraccio generale all'autore del goal e a chi lo ha lanciato.
Di qui comincia un'altra partita, là dove il Cjarlins Muzane costruisce azioni su azioni, riversandosi in avanti e calciando in porta appena può. Inizia la collezione di corner, su uno di questi all'11° Spetić colpisce il palo prima che la palla venga liberata da Ballarin. Fioccano le occasioni di casa: Politti, poi un cross teso di Parpinel dove non arriva però nessuno, un destro ancora dell'ottimo veterano Spetić, Kabine che lancia Smrtnik il quale a sua volta non ci arriva. Risponde la giornata sì di Nappello, che sforna assist in profondità sia da regista che da trequartista, assurgendo a leader non solo nel battere i calci si punizione: al 20° un'azione di rimessa ben congegnata scarica su Bullo che però viene anticipato di testa. E il terreno non rende la vita facile a nessuno.
A questo punto Vittadello, vedendo in difficoltà Erman, decide di cautelarsi avanzando Cuomo davanti alla difesa, à la Desailly si sarebbe detto un tempo, e consentendo l'ingresso di Granziera a formare la coppia centrale difensiva con Ballarin. Raddoppiano gli sforzi anche le due ali, sostenute dai terzini: al 36° il cross di Acampora trova Djurić che calcia di sinistro, ma la palla arriva al portiere Scordino smorzata da un difensore. Ancora un diagonale di Farinazzo a fine tempo, molto decentrato, è preda dell'estremo biancoblu, e sulla ripartenza Camerlengo salva il risultato togliendo dall'incrocio dei pali una conclusione di Bussi. Il tempo si chiude con una punizione pericolosa per la Clodiense sulla trequarti friulana, ma l'invito di Nappello rimane senza esito.
Ripresa senza cambi iniziali, e negli alleggerimenti è ancora la Clodiense a farsi sentire: come al 50°, quando una punizione di Nappello dalla trequarti destra attraversa tutta l'area e per poco Cecconello non ci arriva. Ammirevole fra i padroni di casa la prova di Spetić: l'esperto sloveno di Postumia, 36 anni, svaria lungo il fronte tra l'attacco e limite dell'area. A volte il copione della partita si ribalta, ed è il Cjarlins a involarsi in contropiede al 53° con Bussi che calcia alto. Kabine si sposta da destra a sinistra, in casa granata l'uomo del dai-e-vai è sempre Farinazzo. Un paio di ammonizioni frenano un po' i lagunari, Granziera si oppone bene a una rovesciata di Spetić e Cecconello rompe l'assedio conquistando punizioni importanti.
Anche se Bussi allungandosi la palla cade a contatto con Camerlengo (correva il 65° minuto), senza peraltro che l'arbitro accordasse il penalty, nella ripresa le occasioni per i friulani sono meno che nel primo tempo: fra quelli che crescono c'è Djurić, un diesel di 1.93 che prende a macinare tackle e a fare da diga quando si gioca a una sola metà campo. Quando si deve difendere, la Clodiense si schiera col 4-4-1-1, in cui Nappello sta dietro Cecconello. Cuomo di testa le spazza tutte, e un grande aiuto lo riceve da Martino, ormai calato pienamente nel ruolo di difensore (destro o sinistro che sia), capace anche di accentrarsi per liberare l'area: averlo "zambrottato" è stato un colpo riuscito a Vittadello.
A venti minuti dalla fine un tiro innocuo di Migliorini incoccia una piscina di fango e cambia direzione, a pochi metri dalla guardia di Camerlengo, che però è in postazione e non ha alcun problema. Parte la ruota dei cambi, con Barone al posto di uno stremato ma valido Cecconello, mentre De Agostini dà una chance a Duravia (escluso Migliorini): subito l'ex ala della Clodiense va al cross, la sua specialità. Come quella di Tonizzo è il tiro da fuori, che esegue al 75°: lo scorso anno segnò ai granata con un bolide, come aveva realizzato Moras, entrato al 76° per Bussi. Sussulto all'80°, quando il lancio di Tonizzo coglie Kabine: piatto sinistro e palo a Camerlengo battuto, ma viene fischiato un fuorigioco. Djurić chiede il cambio e Vittadello manda in campo Pelizzer: si distingue subito per i falli che i biancoblu commettono su di lui.
L'assedio finale, prevedibile, non si concretizza in alcun modo. Pregnolato rafforza ulteriormente la difesa, Pelizzer va a coprire la posizione di Farinazzo, Nappello gestisce il pallone come pochi in questa categoria. Camerlengo para sicuro la botta di Duravia all'87°, poi l'ultima occasione pericolosa per il Cjarlins con la respinta in diagonale dell'estremo granata e Martino che anticipa Ruffo quasi sulla linea di porta. Nei quattro minuti di recupero solo il fallo di Kabine su Camerlengo e un colpo di testa di Smrtnik, bloccato ancora dal giovane numero 1. Il fischio di Arcidiacono è una liberazione per i chioggiotti, che si riportano al terzultimo posto assieme al Belluno, lasciandosi dietro per ora il Tamai e il Trento. E si gode di più al terzo tempo, fra salsicce, birra e vino di casa in perfetto stile ospitale friulano. Sì, c'è davvero di che far festa, stavolta.
Al termine dell'incontro, il trainer del Cjarlins de Agostini non ha alcunché da rimproverare ai propri ragazzi: «Ci hanno provato in tutti i modi e siamo stati anche sfortunati per i pali, è dall'inizio dell'anno che raccogliamo meno di quanto seminiamo e meritiamo». Soddisfatto naturalmente Mario Vittadello: «Mi è piaciuto molto lo spirito con cui i giocatori hanno affrontato il match. Hanno giocato bene tutti, sapevamo che loro avrebbero cercato molto spesso il tiro a rete, e poi ci è andata bene nonostante le difficoltà». Palpabile la gioia di tutto l'entourage, in quest'angolo di Friuli così vicino a una laguna, quella di Marano: in qualche modo, il campionato della Clodiense Chioggia Sottomarina rinasce qui.
LE PAGELLE DEI GRANATA
Camerlengo 7.5, il balzo felino per cancellare l'esultanza in gola a Bussi, alla fine del primo tempo, vale da solo il prezzo del biglietto (e peccato non poter disporre dell'immagine). Oltre a ciò, Stefano mostra quasi sempre sicurezza anche in un terreno infido come questo, primo nemico dei portieri.
Martino 7, dopo l'ala di inizio stagione, dopo il lusinghiero debutto da terzino sinistro a Cartigliano, ora Pietro si sposta a destra, sempre nella zona arretrata. E se anche non avanza spesso, in difesa è determinante con colpi di testa, diagonali e anticipi, come se giocasse là da sempre.
Ballarin 6.5, ha il merito di togliere dalla linea di porta la respinta dopo il palo colpito di testa da Smrtnik. E poi si coordina con Granziera, Cuomo e Martino per tenere lontani i pericoli, intervenendo spesso di prima intenzione a ricacciare la palla fuori area.
Cuomo 7, non è certo una novità, ma il suo apporto anche davanti alla difesa è di sostanza, presidio, rilancio e variante tattica quando si sganciano gli esterni. Dalle sue parti non si passa, come una diga mobile: e prima o poi verrà anche il goal di testa da corner, se lo meriterebbe tutto.
Acampora 6.5, il 17enne elogiato dal mister nel primo tempo ha un brutto cliente in Kabine, che ha il doppio della sua età. Ma "Ema" non trema, copre le consegne e ogni tanto si lancia sulla fascia. Gioca tranquillo e rende tranquilli anche i compagni di squadra e gli spettatori.
Djurić 6, per sua stessa ammissione non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, e data anche la struttura fisica imponente entra a regime più tardi nel corso della partita. A un primo tempo difficile fa seguito un secondo di speranza, con recuperi in tackle e azioni da schermo che lasciano ben sperare quanto al suo contributo futuro. Dovrebbe liberare la falcata e il tiro, appena potrà.
Erman 5.5, c'è ma non si vede. Il triestino gioca mezz'ora in una parte di campo martoriata dal maltempo, non riesce a far valere la sua tecnica di fronte all'esuberanza fisica altrui. Poi Vittadello lo toglie e la squadra si assesta, senza che per il giovane sia una bocciatura o un rinvio agli esami di riparazione.
Nappello 7.5, non solo per l'azione del goal e un altro paio di analoghe che avrebbero potuto avere sorte migliore, ma anche per il nuovo ruolo di leader che si è ritagliato. Va su tutti i palloni, non tira indietro la gamba, ha senso della posizione anche da interno sinistro e non di rado torna trequartista: se gira lui, tutto è più facile.
Farinazzo 7.5, non ci sono più troppe parole, nel fuggire lungo la fascia e accentrarsi per tirare ce ne sono pochi come lui in questa categoria. Sempre pronto a creare pericoli in contropiede, vale spendere una parola per i suoi ripiegamenti difensivi di sacrificio. Imprescindibile.
Cecconello 7, continua la crescita della punta centrale ex Abano, che tiene sempre impegnati due difensori ma soprattutto torna anche nella propria metà campo a recuperare palloni da rifinire e giocare, come un finto nueve (che non è). Conquista punizioni e dà respiro a chi esce dal forcing. Bravo e prezioso.
Bullo 5.5, nemmeno per uno come Luca il manto odierno era l'ideale. Ma al netto dell'attenuante il talento lagunare ha faticato a rendersi pericoloso come suo solito, recalcitrando ad aiutare Acampora durante le folate offensive avversarie. Ha giocato partite migliori, ma ha vinto anche lui.
Granziera 6.5, il suo ingresso al fianco di Ballarin ha equilibrato la squadra con lo spostamento di Cuomo pochi metri fuori dall'area, giocando senza sbavature nè esitazioni. Ormai è chiaro a tutti che è un difensore centrale e snaturarlo (anche in emergenza) toglie qualcosa alle sue potenzialità, che restano notevoli.
Barone 6, venti minuti alla ricerca della profondità. Bentornato. Pelizzer 6.5, gli bastano pochi minuti per far ammonire un avversario, rimediare alcuni calci di punizione, tenere alta la bandiera con la garra charrùa (oggi pare si debba dire così) che gli si riconosce. Per Stefano vale quanto detto anche per "Fari": che squadra sarebbe senza uno così? Pregnolato s.v., utile nel fortino finale.
sabato 24 novembre 2018
CLODIENSE IN FRIULI PER LA PRIMA VITTORIA ESTERNA. MA CONTRO IL CJARLINS MUZANE DI PASTORELLI E DURAVIA SARÀ DIFFICILE
Insidiosa trasferta friulana per la Clodiense Chioggia Sottomarina, che oggi dalle ore 14.30 è impegnata in campionato all'ostico stadio Della Ricca di Carlino, per affrontare i padroni di casa del Cjarlins Muzane, allenati dall'ex giocatore della Reggiana Stefano de Agostini. Una formazione rafforzatasi sensibilmente durante il mercato estivo, tesserando l'esperto goleador Kabine oltre agli ex granata Pastorelli e Duravia, che si sono andati a innestare su un organico di tutto rispetto, con le conferme dei vari Spetić, Smrtnik, Bussi, Moras e Tonizzo. I friulani stanno facendo bene nel torneo, segnando molto e mettendo sotto le cosiddette "grandi". Dal canto suo la compagine lagunare cerca di dare seguito ai tre pareggi consecutivi, magari conquistando quella che sarebbe la prima vittoria in trasferta della stagione per scrollarsi dall'ultimo posto in classifica: a disposizione dell'allenatore Vittadello anche il nuovo arrivo Tattini, ma difficilmente giocherà dall'inizio: probabile la conferma del modulo delle ultime partite (con Cecconello boa e Martino a tutta fascia sinistra), salvo il rientro di Ballarin al centro della difesa in luogo di Granziera. Arbitra Fabrizio Arcidiacono di Acireale, il match sarà seguito in diretta testuale con aggiornamenti in tempo reale dalla pagina fb Clodiense Fan Club.
mercoledì 21 novembre 2018
LA PUNTA MARCO TATTINI LASCIA L'IMOLESE E SI ACCASA ALLA CLODIENSE: ANNI FA LE SEGNÒ UN GOAL
Arriva dall'Imolese il primo rinforzo autunnale per la Clodiense Chioggia Sottomarina. Si tratta dell'attaccante Marco Tattini, 28 anni proprio oggi, svincolatosi pochi giorni fa dalla formazione rossoblu: formatosi nelle giovanili del Cesena, con il quale vanta anche due presenze in serie B, Tattini è una punta esterna veloce che ha realizzato anche un goal contro la Clodiense nel campionato 2014-2015. Non quel che si dice uno sfondareti (11 goal in 75 presenze nella quarta serie, due reti anche in Lega Pro), ma la speranza è che proprio a Chioggia il giocatore trovi la sua realizzazione: intanto ha già sostenuto il primo allenamento con i nuovi compagni. Resta ora da capire quale posto troverà nello scacchiere offensivo di mister Vittadello, impegnato peraltro a preparare la squadra nella difficilissima trasferta di domenica a Carlino in Friuli.
domenica 18 novembre 2018
SOLO 1-1 TRA CLODIENSE E TRENTO, NELLA BORA ENTRAMBE RESTANO ULTIME
Il goal di Farinazzo all'inizio del secondo tempo aveva illuso i granata, ma un'azione verticale di Bosio ha riportato in parità le sorti dell'incontro allo stadio Ballarin. La Clodiense non vince dal 23 settembre (1-0 col Levico, siglato Barone) e anche oggi -dopo l'ottimo match di Cartigliano- si sono ripresentati i soliti problemi: manovra lenta, palla spesso passata indietro, tiri in porta col contagocce; non sta meglio la formazione trentina. Entrambe a fine partita hanno raggiunto a 7 punti il Belluno, sconfitto a Sankt Georgen. I migliori fra i lagunari: Pelizzer, Cecconello, Nappello e Cuomo.
L'allenatore granata Mario Vittadello deve fare a meno di Ballarin squalificato e di Barone infortunato, e schiera Camerlengo in porta, Bagarolo e Martino difensori esterni a tutta fascia, Granziera e Cuomo difensori centrali, Pelizzer e Baccolo a dare sostanza e classe al centrocampo, Nappello da mezzala ad avviare l’azione per le ali Farinazzo e Bullo, e il centravanti Cecconello. In panchina Grego, Pregnolato, Pupa, Scandilori, Abrefah, Arvia, Djurić, Erman, Acampora. La formazione locale conferma circa quella che ha pareggiato a Cartigliano, con Farinazzo in luogo di Erman. In panchina nessun attaccante, possibili solo eventuali rimpiazzi conservativi. Trento con Barosi, Carella, Panariello, Sabato, Badjan, Paoli, Furlan, Selvatico, Dragoni, Bonazzi e Bosio. Arbitra Tesi di Lucca sotto un cielo poco nuvoloso e con molto vento (qualche giocatore è imbacuccato in panchina con berretto e sciarpa), davanti a 200 spettatori tra cui una buona rappresentanza degli ultras ospiti.
Si inizia con una punizione granata dalla trequarti: Nappello serve Martino che cade in area, il direttore di gara lascia correre. Al 9° Pelizzer recupera un pallone e lo serve a Cecconello, messo giù al limite: nuova punizione clodiense, ma il pallone calciato da Nappello colpisce la parte alta della rete difesa da Barosi. La partita è dura e molto fallosa da parte trentina: Badjan rischia il cartellino rosso già al 13° dopo aver preso il giallo. Al 19° si vede anche il Trento, con un lancio lungo per Bosio che controlla e tira di sinistro, para Camerlengo. Le due squadre saltano non di rado la batteria di centrocampo con lanci lunghi, ad esempio Baccolo è in regia ma viene poco servito. Al 30° un altro lancio lungo, stavolta per Bullo che si assesta la palla e calcia dal limite, il tiro va alto.
Pochi minuti dopo il positivo Cecconello ruba palla e calcia in diagonale, palla a lato di poco. A differenza della partita di Cartigliano, stavolta Martino è disciplinato in difesa e si concede poche avanzate. Ultima azione del primo tempo: Bullo calcia da lontano, para agevolmente Barosi. Reti inviolate con lieve supremazia territoriale ospite, ma occasioni granata. Il centrocampo del Trento è affollato e controlla il gioco con una diga, ai granata resta il contropiede: ma gli attaccanti non giocano vicini tra loro e l'ispirato quanto disciplinato Nappello spesso parte da troppo indietro.
Si riprende con la potenza Djurić in luogo dell'eleganza di Baccolo, che accusa un risentimento muscolare. La Clodiense attacca con il vento a favore e al 52° passa in vantaggio: Cecconello recupera un pallone sbagliato da Panariello e serve Farinazzo, il quale si invola e segna in diagonale, esultando come Cristiano Ronaldo. Risposta trentina al 57° con il tiro-cross dell'esterno Paoli, la palla si posa sulla parte alta della rete difesa da Camerlengo. Al 61° un corner battuto da Nappello genera una mischia in area, Cuomo non la risolve e la palla finisce a Barosi. Subito dopo l'occasione sfumata per il 2-0, con una sgroppata di Bullo che se ne va in contropiede da solo, ma il suo pallone è allungato dalla bora verso il portiere avversario.
Farinazzo chiede il cambio e lo sostituisce Abrefah, nel Trento esce Furlan ed entra Bertoldi, gialloblu in forcing a 3 punte: il pareggio arriva al 68° con il neoentrato che lancia Bosio nello spiraglio in mezzo fra Granziera e Bagarolo che non chiudono, la punta infila Camerlengo con un tiro incrociato. Cuomo è il signore della difesa e libera di testa in area, Djurić ferma alcune azioni avversarie, il contropiede granata è spesso affidato a Nappello: la gara è nervosa, nessuno vuole perdere, ci si gioca molto in classifica e nel morale. I trentini sono spinti dal tifo degli ultrà in gradinata laguna. Al 77° una leggerezza di Granziera poteva costare caro alla Clodiense, ma il Trento non può sfruttare la chance per un fuorigioco.
Due minuti più tardi su punizione il solito Nappello libera Abrefah con uno schema provato in allenamento, ma il centrocampista di origine ghanese viene fatto allargare da Badjan e calcia alto. All'84° il trentino Trevisan, entrato in campo solo da 15 minuti, viene espulso per doppia ammonizione dopo l'ennesimo fallo su Nappello: allora Vittadello toglie Bullo per Acampora, avanzando Martino quale colpo a sorpresa di fine match. Al 92° l'ultima occasione per la Clodiense con la punizione del numero 10, che come in avvio di partita calcia alto di poco. Il match termina con un punto a testa fra due squadre convalescenti: la Clodiense non ha demeritato, anche se si è visto che può giocare meglio di così. Domenica insidiosa trasferta friulana sul terreno del Cjarlins Muzane, e come dice Vittadello i punti vanno cercati in ogni campo. Tanto più che la Clodiense da trasferta non di rado è più bella da vedere che quella tra le mura amiche.
In sala stampa l'allenatore granata rivendica alla propria difesa di aver concesso un solo tiro -purtroppo fatale- agli avversari, e non cela il rammarico per il 2-0 sfumato sul contropiede "ventoso" di Bullo. Ma da tre partite la Clodiense non perde, e pure se la classifica ancora piange c'è l'idea di poter essere lungo la strada giusta, anche tatticamente parlando: promosso ormai l'esperimento di Martino terzino sinistro, anche Nappello mezzala funziona. Dal canto suo Marco Farinazzo ai microfoni di Chioggia Azzurra ha detto che ormai manca solo la vittoria, mentre l'esperto allenatore trentino Luciano de Paola (mediano in serie A negli anni Novanta con Lazio, Brescia, Atalanta e Cagliari) si tiene stretto il punto in trasferta, in attesa di tempi migliori: il piacere di conversare di calcio con gli aneddoti di un vecchio campione è uno dei tanti motivi per cui facciamo questo mestiere, anche qui nell'amata provincia.
A breve inizierà anche il mercato di riparazione, che entro la fine dell'anno potrebbe ridisegnare l'ossatura delle squadre. In casa Clodiense ancora non si registrano movimenti in entrata (Gasparini Novelli e Leveh non sono già stati confermati, con il reintegro di Djurić nella rosa), ma alcune scelte reiterate nelle ultimissime settimane forse sono indizi: Arvia, Scandilori e lo stesso Barone saranno ancora calciatori della Clodiense? La domanda è lecita, se il regista imprescindibile per nove giornate ha saltato interamente le ultime due (il turnover lasciava intuire che oggi avrebbe potuto riprendere il suo posto), se il terzino ex Arzignano da quasi un mese fa panchina in luogo di Acampora, dell'ala Martino e del giovanissimo Pupa, e se la punta ex Mantova ancora non si è ripreso dall'ultimo infortunio, con Cecconello che sta tenendo alta la squadra e risulta tatticamente prezioso non solo spalle alla porta. Di certo qualcuno arriverà, per provare a uscire dalle secche del fondo classifica.
LE PAGELLE DEI GRANATA
Camerlengo 6, non ha colpe nel vedersi Bosio solo davanti a lui e anzi cerca di attutire l'impatto del tiro, che s'infila comunque. Prima blocca con sicurezza un diagonale dello stesso centravanti e non soffre quasi mai.
Bagarolo 5.5, si lascia infilare dal contropiede di Bosio che passa in mezzo tra il terzino e Granziera, mentre prima e dopo sbaglia alcuni appoggi consegnando la palla agli avversari. Un passo indietro le buone prestazioni delle ultime settimane.
Granziera 5.5, condivide col numero 2 l'indecisione nel goal trentino (al netto dell'assist illuminante di Bertoldi), e anche poco più tardi rischia di regalare un goal al Trento ma l'arbitro fischia il fuorigioco. Nel finale è il primo a lanciare lungo verso l'attacco.
Cuomo 6.5, leader di una difesa inedita, la registra per bene e la rende impermeabile con interventi in prima persona, in anticipo e non solo. Gran senso della posizione e le consuete proiezioni offensive nei calci d'angolo. Uno che non delude praticamente mai.
Martino 6, resta in posizione a differenza di Cartigliano dove era stato devastante. Qui deve controllare Paoli e le sovrapposizioni, e in fase difensiva non sbaglia niente. C'erano tuttavia i margini per contribuire all'azione offensiva.
Pelizzer 6.5, è ubiquo e dà una mano a tutti, sia come frangiflutti che per iniziare l'azione di rimessa. Subisce le attenzioni avversarie che lo caricano di falli. Giocatore imprescindibile quando è in forma come nell'ultimo periodo.
Baccolo 5.5, frenato da un risentimento muscolare che lo mette ko dopo un solo tempo, il regista di scuola padovana viene spesso saltato dai lanci lunghi che partono dalle difese. Quando ha la palla fornisce il solito contributo di tecnica e fa il pendolo box to box.
Nappello 6.5, da mezzala sta più lontano dalla porta ma ha la dote di lanciare le ali e di prendere metri con Cecconello. La classe e i dribbling sguscianti non si discutono, oggi è stato anche disciplinato (nonostante i falli subiti) e con due calci di punizione avrebbe potuto segnare.
Farinazzo 6, il goal è dei suoi, ma spesso viene anticipato o controllato bene dall'esterno trentino Badjan (peraltro a rischio espulsione già dai primi minuti). Lascia a due terzi di partita per affanno fisico, e le capacità della squadra di pungere calano.
Cecconello 6.5, la sua miglior partita in granata. Recupera molti palloni dagli errori difensivi gialloblu (uno di questo diventa il goal di Farinazzo), prende altrettanti calci di punizione, allunga la squadra dandole respiro. Gli manca solo il goal: bel diagonale nel primo tempo.
Bullo 5.5, il talento di casa oggi brilla meno di altre volte, un po' perché ben controllato un po' perché non sta vicino a Cecconello. Raramente favorisce le sovrapposizioni lungo la sua fascia, a fine primo tempo Vittadello lo inverte con Farinazzo. Un tiro all'attivo, alto.
Djurić 6, gioca il secondo tempo al posto di Baccolo, con caratteristiche notoriamente differenti. La potenza e il fisico del pesarese si piazzano davanti alla difesa a rubare palloni e rilanciarli, e lo fa bene; ci si aspettava qualche galoppata delle sue, a spaccare la partita.
Abrefah 5.5, sostituisce Farinazzo andando testualmente a rilevarne il posto sulla fascia destra, quando forse sarebbe stato più utile a centrocampo dopo l'1-0 (e magari avanzare Nappello dietro le due punte superstiti). Qualche tocco arruffato e una buona occasione su schema di Nappello da calcio di punizione, ma calcia alto. Acampora senza voto, gioca dieci minuti e partecipa al confuso attacco finale, cercando la profondità.
L'allenatore granata Mario Vittadello deve fare a meno di Ballarin squalificato e di Barone infortunato, e schiera Camerlengo in porta, Bagarolo e Martino difensori esterni a tutta fascia, Granziera e Cuomo difensori centrali, Pelizzer e Baccolo a dare sostanza e classe al centrocampo, Nappello da mezzala ad avviare l’azione per le ali Farinazzo e Bullo, e il centravanti Cecconello. In panchina Grego, Pregnolato, Pupa, Scandilori, Abrefah, Arvia, Djurić, Erman, Acampora. La formazione locale conferma circa quella che ha pareggiato a Cartigliano, con Farinazzo in luogo di Erman. In panchina nessun attaccante, possibili solo eventuali rimpiazzi conservativi. Trento con Barosi, Carella, Panariello, Sabato, Badjan, Paoli, Furlan, Selvatico, Dragoni, Bonazzi e Bosio. Arbitra Tesi di Lucca sotto un cielo poco nuvoloso e con molto vento (qualche giocatore è imbacuccato in panchina con berretto e sciarpa), davanti a 200 spettatori tra cui una buona rappresentanza degli ultras ospiti.
Si inizia con una punizione granata dalla trequarti: Nappello serve Martino che cade in area, il direttore di gara lascia correre. Al 9° Pelizzer recupera un pallone e lo serve a Cecconello, messo giù al limite: nuova punizione clodiense, ma il pallone calciato da Nappello colpisce la parte alta della rete difesa da Barosi. La partita è dura e molto fallosa da parte trentina: Badjan rischia il cartellino rosso già al 13° dopo aver preso il giallo. Al 19° si vede anche il Trento, con un lancio lungo per Bosio che controlla e tira di sinistro, para Camerlengo. Le due squadre saltano non di rado la batteria di centrocampo con lanci lunghi, ad esempio Baccolo è in regia ma viene poco servito. Al 30° un altro lancio lungo, stavolta per Bullo che si assesta la palla e calcia dal limite, il tiro va alto.
Pochi minuti dopo il positivo Cecconello ruba palla e calcia in diagonale, palla a lato di poco. A differenza della partita di Cartigliano, stavolta Martino è disciplinato in difesa e si concede poche avanzate. Ultima azione del primo tempo: Bullo calcia da lontano, para agevolmente Barosi. Reti inviolate con lieve supremazia territoriale ospite, ma occasioni granata. Il centrocampo del Trento è affollato e controlla il gioco con una diga, ai granata resta il contropiede: ma gli attaccanti non giocano vicini tra loro e l'ispirato quanto disciplinato Nappello spesso parte da troppo indietro.
Si riprende con la potenza Djurić in luogo dell'eleganza di Baccolo, che accusa un risentimento muscolare. La Clodiense attacca con il vento a favore e al 52° passa in vantaggio: Cecconello recupera un pallone sbagliato da Panariello e serve Farinazzo, il quale si invola e segna in diagonale, esultando come Cristiano Ronaldo. Risposta trentina al 57° con il tiro-cross dell'esterno Paoli, la palla si posa sulla parte alta della rete difesa da Camerlengo. Al 61° un corner battuto da Nappello genera una mischia in area, Cuomo non la risolve e la palla finisce a Barosi. Subito dopo l'occasione sfumata per il 2-0, con una sgroppata di Bullo che se ne va in contropiede da solo, ma il suo pallone è allungato dalla bora verso il portiere avversario.
Farinazzo chiede il cambio e lo sostituisce Abrefah, nel Trento esce Furlan ed entra Bertoldi, gialloblu in forcing a 3 punte: il pareggio arriva al 68° con il neoentrato che lancia Bosio nello spiraglio in mezzo fra Granziera e Bagarolo che non chiudono, la punta infila Camerlengo con un tiro incrociato. Cuomo è il signore della difesa e libera di testa in area, Djurić ferma alcune azioni avversarie, il contropiede granata è spesso affidato a Nappello: la gara è nervosa, nessuno vuole perdere, ci si gioca molto in classifica e nel morale. I trentini sono spinti dal tifo degli ultrà in gradinata laguna. Al 77° una leggerezza di Granziera poteva costare caro alla Clodiense, ma il Trento non può sfruttare la chance per un fuorigioco.
Due minuti più tardi su punizione il solito Nappello libera Abrefah con uno schema provato in allenamento, ma il centrocampista di origine ghanese viene fatto allargare da Badjan e calcia alto. All'84° il trentino Trevisan, entrato in campo solo da 15 minuti, viene espulso per doppia ammonizione dopo l'ennesimo fallo su Nappello: allora Vittadello toglie Bullo per Acampora, avanzando Martino quale colpo a sorpresa di fine match. Al 92° l'ultima occasione per la Clodiense con la punizione del numero 10, che come in avvio di partita calcia alto di poco. Il match termina con un punto a testa fra due squadre convalescenti: la Clodiense non ha demeritato, anche se si è visto che può giocare meglio di così. Domenica insidiosa trasferta friulana sul terreno del Cjarlins Muzane, e come dice Vittadello i punti vanno cercati in ogni campo. Tanto più che la Clodiense da trasferta non di rado è più bella da vedere che quella tra le mura amiche.
In sala stampa l'allenatore granata rivendica alla propria difesa di aver concesso un solo tiro -purtroppo fatale- agli avversari, e non cela il rammarico per il 2-0 sfumato sul contropiede "ventoso" di Bullo. Ma da tre partite la Clodiense non perde, e pure se la classifica ancora piange c'è l'idea di poter essere lungo la strada giusta, anche tatticamente parlando: promosso ormai l'esperimento di Martino terzino sinistro, anche Nappello mezzala funziona. Dal canto suo Marco Farinazzo ai microfoni di Chioggia Azzurra ha detto che ormai manca solo la vittoria, mentre l'esperto allenatore trentino Luciano de Paola (mediano in serie A negli anni Novanta con Lazio, Brescia, Atalanta e Cagliari) si tiene stretto il punto in trasferta, in attesa di tempi migliori: il piacere di conversare di calcio con gli aneddoti di un vecchio campione è uno dei tanti motivi per cui facciamo questo mestiere, anche qui nell'amata provincia.
A breve inizierà anche il mercato di riparazione, che entro la fine dell'anno potrebbe ridisegnare l'ossatura delle squadre. In casa Clodiense ancora non si registrano movimenti in entrata (Gasparini Novelli e Leveh non sono già stati confermati, con il reintegro di Djurić nella rosa), ma alcune scelte reiterate nelle ultimissime settimane forse sono indizi: Arvia, Scandilori e lo stesso Barone saranno ancora calciatori della Clodiense? La domanda è lecita, se il regista imprescindibile per nove giornate ha saltato interamente le ultime due (il turnover lasciava intuire che oggi avrebbe potuto riprendere il suo posto), se il terzino ex Arzignano da quasi un mese fa panchina in luogo di Acampora, dell'ala Martino e del giovanissimo Pupa, e se la punta ex Mantova ancora non si è ripreso dall'ultimo infortunio, con Cecconello che sta tenendo alta la squadra e risulta tatticamente prezioso non solo spalle alla porta. Di certo qualcuno arriverà, per provare a uscire dalle secche del fondo classifica.
LE PAGELLE DEI GRANATA
Camerlengo 6, non ha colpe nel vedersi Bosio solo davanti a lui e anzi cerca di attutire l'impatto del tiro, che s'infila comunque. Prima blocca con sicurezza un diagonale dello stesso centravanti e non soffre quasi mai.
Bagarolo 5.5, si lascia infilare dal contropiede di Bosio che passa in mezzo tra il terzino e Granziera, mentre prima e dopo sbaglia alcuni appoggi consegnando la palla agli avversari. Un passo indietro le buone prestazioni delle ultime settimane.
Granziera 5.5, condivide col numero 2 l'indecisione nel goal trentino (al netto dell'assist illuminante di Bertoldi), e anche poco più tardi rischia di regalare un goal al Trento ma l'arbitro fischia il fuorigioco. Nel finale è il primo a lanciare lungo verso l'attacco.
Cuomo 6.5, leader di una difesa inedita, la registra per bene e la rende impermeabile con interventi in prima persona, in anticipo e non solo. Gran senso della posizione e le consuete proiezioni offensive nei calci d'angolo. Uno che non delude praticamente mai.
Martino 6, resta in posizione a differenza di Cartigliano dove era stato devastante. Qui deve controllare Paoli e le sovrapposizioni, e in fase difensiva non sbaglia niente. C'erano tuttavia i margini per contribuire all'azione offensiva.
Pelizzer 6.5, è ubiquo e dà una mano a tutti, sia come frangiflutti che per iniziare l'azione di rimessa. Subisce le attenzioni avversarie che lo caricano di falli. Giocatore imprescindibile quando è in forma come nell'ultimo periodo.
Baccolo 5.5, frenato da un risentimento muscolare che lo mette ko dopo un solo tempo, il regista di scuola padovana viene spesso saltato dai lanci lunghi che partono dalle difese. Quando ha la palla fornisce il solito contributo di tecnica e fa il pendolo box to box.
Nappello 6.5, da mezzala sta più lontano dalla porta ma ha la dote di lanciare le ali e di prendere metri con Cecconello. La classe e i dribbling sguscianti non si discutono, oggi è stato anche disciplinato (nonostante i falli subiti) e con due calci di punizione avrebbe potuto segnare.
Farinazzo 6, il goal è dei suoi, ma spesso viene anticipato o controllato bene dall'esterno trentino Badjan (peraltro a rischio espulsione già dai primi minuti). Lascia a due terzi di partita per affanno fisico, e le capacità della squadra di pungere calano.
Cecconello 6.5, la sua miglior partita in granata. Recupera molti palloni dagli errori difensivi gialloblu (uno di questo diventa il goal di Farinazzo), prende altrettanti calci di punizione, allunga la squadra dandole respiro. Gli manca solo il goal: bel diagonale nel primo tempo.
Bullo 5.5, il talento di casa oggi brilla meno di altre volte, un po' perché ben controllato un po' perché non sta vicino a Cecconello. Raramente favorisce le sovrapposizioni lungo la sua fascia, a fine primo tempo Vittadello lo inverte con Farinazzo. Un tiro all'attivo, alto.
Djurić 6, gioca il secondo tempo al posto di Baccolo, con caratteristiche notoriamente differenti. La potenza e il fisico del pesarese si piazzano davanti alla difesa a rubare palloni e rilanciarli, e lo fa bene; ci si aspettava qualche galoppata delle sue, a spaccare la partita.
Abrefah 5.5, sostituisce Farinazzo andando testualmente a rilevarne il posto sulla fascia destra, quando forse sarebbe stato più utile a centrocampo dopo l'1-0 (e magari avanzare Nappello dietro le due punte superstiti). Qualche tocco arruffato e una buona occasione su schema di Nappello da calcio di punizione, ma calcia alto. Acampora senza voto, gioca dieci minuti e partecipa al confuso attacco finale, cercando la profondità.
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