La più lunga trasferta del girone C sta per arrivare, in capo ai giocatori dell'imbattuta Union Clodiense Chioggia Sottomarina. Duecento km verso Trieste, sede del San Luigi: formazione neopromossa, che gioca sul terreno sintetico di via Felluga e sta viaggiando sulle ali dell'entusiasmo, anche se ha finora raccolto solo un punto -in trasferta contro la forte Luparense- nelle prime tre partite (ma perdendone due per 3-2 dopo essere stata in vantaggio). Un avversario tosto, dunque, che ha confermato molti dei protagonisti della cavalcata dall'Eccellenza alla serie D, e alcuni giovani del territorio sotto la guida del tecnico Luigino Sandrin.
Dopo la franca vittoria contro il Cjarlins Muzane, invece, Mario Vittadello dovrebbe confermare l'undici sceso in campo mercoledì al Ballarin: un dubbio ci può essere sul versante destro dell'attacco, con Tattini e Perrotti che si giocano una maglia. Per il resto torna tra i convocati Ziggy Baltrunas, reduce dagli impegni con la nazionale lituana Under 17, mentre ripartono dalla panchina Djurić e Marangon, dopo i pochi ma fruttuosi minuti infrasettimanali. L'incontro sarà arbitrato da Lorenzo Vacca della sezione AIA di Saronno e sarà seguito in diretta testuale con aggiornamenti in tempo reale nella pagina fb Union Clodiense Fan Club.
Sul fronte mercato, salutano la truppa il portiere Mauro Esposito che (consensualmente) torna in Campania, Gianmarco Meneghetti che viene prestato all'Este, Nicolò Tocco sempre in prestito al Porto Viro e Stefano Nardo ancora in prestito al Pettorazza.
sabato 14 settembre 2019
mercoledì 11 settembre 2019
L'UNION CLODIENSE RITROVA MARANGON E I TRE PUNTI: 2-0 AL CJARLINS MUZANE E SQUADRA IMBATTUTA
In hoc signo vinces. Neanche la sceneggiatura più lineare avrebbe potuto prevedere che, a soli tre minuti dal suo ingresso in campo e nella stagione 2019-2020 con la maglia dell’Union Clodiense, Giacomo Marangon si procurasse un calcio di rigore e andasse a trasformarlo con freddezza spiazzando il portiere. Eppure è accaduto fra il 69° e il 72° della partita contro il Cjarlins Muzane, scontro infrasettimanale valido per la terza giornata di serie D: il goal di Marangon ha di fatto chiuso il match sul 2-0, dopo la rete del vantaggio siglata da un taglio di Pietro Martino su bell’assist in profondità di Francesco Gerthoux. Una squadra granata che ha concesso poco o niente ad avversari reduci da due vittorie sul campo, quotati per rosa e per mercato, eppure irretiti dalla superiorità e dal tono anche atletico palesato dai ragazzi di Mario Vittadello.
Gli arancioblu non hanno praticamente mai tirato verso la porta lagunare, e sono apparsi meno forti di quanto temuto alla vigilia: merito anche di una difesa di casa ordinata e di un supporto ferreo offerto dalla diga di centrocampo, peraltro imbottita di difensori. Il resto l’ha fatto la classe degli interpreti in fase offensiva, contrappuntata anche dagli importanti ritorni di Djurić e dello stesso Marangon, oltre che dal coraggioso lancio di Tattini dal primo minuto. Tutti hanno risposto bene, mettendo un altro mattone della crescita in atto: la squadra è imbattuta nel girone, oggi non ha subìto goal e guarda con fiducia alla lunga trasferta di domenica a Trieste, dove affronterà i locali del San Luigi. E pazienza se oggi sono stati disattesi i pronostici online e financo le quote degli scommettitori...
Allo stadio, di mercoledì, sono oltre 400 gli spettatori a stringersi attorno all’Union Clodiense per accompagnarla nel buon avvio di stagione. Vittadello schiera inizialmente Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Tattini e Gerthoux ad assistere il centravanti Broso. Risponde l’allenatore friulano Massimiliano Moras con Sourdis in porta, Zuliani e Ndoj terzini, Fabbro e Tobanelli centrali, Migliorini davanti la difesa, Longato in regia, Dussi interno, Bussi e Muela alle ali, Gubellini centravanti: solo panchina per i vari Spetić, Tonizzo e Zigon. Arbitra Daniele Cannata della sezione di Faenza.
Nessuna protesta al 6° minuto per una caduta a terra di Tattini in area, ma l’attaccante granata arriva prima sulla palla rispetto a Dussi che lo stende: l’arbitro lascia correre. Uno scontro a centrocampo tra Migliorini e Pastorelli dà via libera a Muela verso la porta chioggiotta, ma l'ala calcia a lato. Grande occasione granata al 15°: lancio di Erman per Tattini anticipato, recupera di testa Martino per Broso che lancia di nuovo Tattini, il cui pallonetto scavalca Sourdis ma sulla linea Ndoj spazza in tempo prima del tap-in di Broso. L'Union Clodiense pressa alta sul regista Longato che parte davanti la difesa, Gerthoux è volitivo e intraprendente.
Il forcing granata prosegue con il cross di Ostojić e l’estetica rovesciata di Cuomo, parata a terra da Sourdis; più elaborato ma meno produttivo il fraseggio ospite. Alta la punizione di Tattini al 28°, su ottima azione di Martino, mentre poi è lo stesso Tattini a non sfruttare un buon contropiede che ha plasticamente mostrato le virtù del 4-2-3-1 in fase d’attacco: alla mezz’ora infatti Vittadello allarga Martino e avvicina Tattini a Broso.
Un brivido al 34°, quando Giacomo Boscolo in uscita si scontra con Pastorelli, perde il pallone ma il diagonale di Gubellini si spegne a lato anche per la deviazione di Granziera; la difesa granata comunque controllava la linea di porta. Il primo tempo finisce con un pareggio frutto del gioco non eccelso, anche se la squadra di casa aveva avuto un paio di chance in più degli avversari. I quali, subito a inizio ripresa (entra Spetić per un nervoso Migliorini), reclamano l’attenzione del direttore di gara per un fallo di mano di Ballarin: il capitano lagunare ammetterà in sala stampa che la sfera gli è scivolata sì sul braccio, ma dopo aver colpito il torace.
Cannata lascia ancora correre, e riprende a macinare gioco l’Union Clodiense: al 51° una tambureggiante azione che coinvolge Gerthoux, Broso, Tattini ed Erman porta al tiro Pastorelli, una deviazione mette la palla in corner non di molto. Chioggiotti in vantaggio al 56° Gerthoux -uno dei migliori in campo, velocissimo e abile nel controllo- vede il taglio di Martino e lo serve con un preciso tracciante in profondità. L’ala destra dribbla Sourdis e deposita in rete, per andare a ricevere l’ovazione della curva sud. Sùbito dopo, un altro taglio di Martino (sintomo di schema provato in allenamento) su assist di Tattini: il numero 7 calcia di prima intenzione e l’estremo friulano si salva di piede.
Poco prima del 70° debutta in campionato l’attesissimo Marangon, che ha giusto il tempo per ambientarsi quando il pallone gli arriva nei paraggi dell’area, dove costringe la difesa a fare fallo: il rigore è chirurgico e porta il punteggio sul 2-0. Rapidità di eventi da premio Nobel preventivo, alla maniera di Obama. L’attesa per le belle giocate del fantasista polesano si compie all’81°, quando Jack serve un cioccolatino sullo spazio a Martino che arriva esausto e calcia alto. Resta il tempo per annotare l’espulsione diretta di Bussi per calcio a Granziera, e un tiro di Gubellini a tempo scaduto che trova la deviazione di Ostojić prima di arrivare tra le braccia di Boscolo: a fine partita è già tempo di pensare al campo sintetico di Trieste, per chi andrà in trasferta con gli ultras il ritrovo è domenica mattina alle 11 alla stazione di Chioggia.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 6: viene chiamato in causa di rado, nell'azione che diventa la più pericolosa degli ospiti si scontra con Pastorelli e rimane a terra. Sicure un paio di prese basse nella ripresa.
Ostojić 6: dosa con attenzione i raddoppi di fascia e si preoccupa più di marcare lo sgusciante Muela, riuscendoci bene. A Chioggia solo da pochi giorni, eppure in campo pare giochi già da una vita con la "granata" addosso.
Granziera 6: fa meno fatica rispetto alle prove precedenti in marcatura sulla fascia non sua, accompagna bene l'azione offensiva e di testa ne prende tante. Tanta disponibilità sarà premiata.
Ballarin 7: «Siete voi che vi stupite», ha detto l'allenatore Vittadello in sala stampa, con riferimento alla prova del capitano. Non ci si stupisce, semmai si ricorda che sta giocando su questi livelli da quasi tutto lo scorso girone di ritorno. Un momento su tutti: proprio mentre gli ultrà lo incitano per nome, lui va in scivolata vicino al fallo laterale per impedire un'azione offensiva pericolosa. Granata dentro.
Pastorelli 6.5: esce al 67° per far spazio a Djurić e non la prende benissimo, nonostante un colpo subìto poco prima. Segno della volontà di giocare, trasmessa sul terreno per tutta l'ora abbondante in cui l'ha calcato: anticipi, soluzioni, rilanci e senso della posizione da veterano. (Djurić 6: un rientro più che atteso per un elemento che non può certo dirsi al massimo della forma. Necessario anche per lui calcare il campo e riprendere confidenza coi meccanismi della zona nevralgica che gli appartengono: il suo "motore" è un diesel che andrà in crescendo)
Erman 7: nel trio iniziale di centrocampo sta davanti la difesa e recupera moltissimi palloni, giocati sempre con pulizia. Da applausi certe aperture di gioco dal centro alle fasce, si fa vedere anche al tiro e gli riescono i dribbling: domenica a Trieste avrà anche il "suo" pubblico.
Martino 7: un goal intelligente e uno sfiorato altrettanto, traversoni e ripiegamenti, strappi e sportellate, l'energia fino a quella che poteva essere l'apoteosi sul perfetto invito di Marangon. Interno, ala, punta, terzino: semplicemente, Pietro Martino.
Cuomo 6: cuce i reparti e fa diga, da esperto manovratore. La sua dote più importante è infondere sicurezza e tranquillità, con lui la palla è in cassaforte e nel finale torna difensore per alzare il muro: quando non si "sente" vuol dire che tutto sta andando bene, anche grazie a lui.
Broso 6: meno protagonista rispetto a Porto Tolle, torna indietro a prendersi palloni e collabora al loro smistamento. La morsa Fabbro-Tobanelli è di quelle che non regalano niente, eppure Antonio riesce a mandare in porta Tattini e a farsi sempre trovare quale riferimento. (Perrotti s.v.)
Tattini 6.5: solo quindici giorni fa non era pensabile vederlo in campo prima di ottobre, ora stupisce -e il mister con lui- giocando dall'inizio e per ben 70 minuti. Lo fa con qualità, svariando il giusto e trovando luce alle spalle di Broso: per poco non segna su diabolico lob o su punizione di poco alta. Fisiologico il calo alla distanza, ma mettere minuti nel motore è essenziale e sarà ancora più apprezzato in seguito.
(Marangon 6.5: come il protagonista di un film, si prende la scena e il rigore che chiude a chiave la partita. Delizia con un lancio al bacio per Martino, sicuramente il primo di una lunga serie per chi avrà la ventura di vederlo giocare)
Gerthoux 7: la sua miglior partita stagionale finora, amichevoli comprese. Per volontà e intraprendenza ha ricordato il Gerthoux di Bolzano e Feltre, alla fine dello scorso torneo: la sua velocità fa premio su Zuliani, che spesso fatica a contenerlo. Splendido l'assist per Martino, dopo 75 minuti di corsa viene richiamato in panchina: al 2000 ora manca solo il goal. (Pupa 6: si colloca sulla fascia davanti a Granziera, con indole più difensiva rispetto a Gerthoux, per arginare i possibili contraccolpi avversari nel finale, che non arrivano).
Vittadello 6.5: schiera un undici arcigno, compatto, organizzato e solidale, inserendo gradualmente gli infortunati (per Baccolo si parla di altri 15 giorni fuori) e portando Martino all'ala nel primo tempo. Tutte mosse vincenti, nella più leggibile linearità di chi magari non "inventa" il calcio ma di certo lo conosce molto bene.
Cjarlins Muzane: Sourdis 6, Zuliani 6, Ndoj 6, Tobanelli 6, Fabbro 6, Migliorini 6, Bussi 5, Dussi 6.5, Gubellini 5.5, Longato 6.5, Muela 6 (Facchinutti 6, Pez s.v., Zigon s.v., Spetić 6, Tonizzo 6). Allenatore Moras 6.
Arbitro Cannata 5.5: non vede uno o forse due rigori, rispettivamente per il fallo di braccio di Ballarin e -prima- quando Dussi abbatte Tattini in area. Per il resto lascia perplessi il cartellino rosso diretto a Bussi e qualche altra decisione su falli e cartellini. Non ha comunque inciso sul risultato, e con simili premesse è già tanto.
Gli arancioblu non hanno praticamente mai tirato verso la porta lagunare, e sono apparsi meno forti di quanto temuto alla vigilia: merito anche di una difesa di casa ordinata e di un supporto ferreo offerto dalla diga di centrocampo, peraltro imbottita di difensori. Il resto l’ha fatto la classe degli interpreti in fase offensiva, contrappuntata anche dagli importanti ritorni di Djurić e dello stesso Marangon, oltre che dal coraggioso lancio di Tattini dal primo minuto. Tutti hanno risposto bene, mettendo un altro mattone della crescita in atto: la squadra è imbattuta nel girone, oggi non ha subìto goal e guarda con fiducia alla lunga trasferta di domenica a Trieste, dove affronterà i locali del San Luigi. E pazienza se oggi sono stati disattesi i pronostici online e financo le quote degli scommettitori...
Allo stadio, di mercoledì, sono oltre 400 gli spettatori a stringersi attorno all’Union Clodiense per accompagnarla nel buon avvio di stagione. Vittadello schiera inizialmente Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Tattini e Gerthoux ad assistere il centravanti Broso. Risponde l’allenatore friulano Massimiliano Moras con Sourdis in porta, Zuliani e Ndoj terzini, Fabbro e Tobanelli centrali, Migliorini davanti la difesa, Longato in regia, Dussi interno, Bussi e Muela alle ali, Gubellini centravanti: solo panchina per i vari Spetić, Tonizzo e Zigon. Arbitra Daniele Cannata della sezione di Faenza.
Nessuna protesta al 6° minuto per una caduta a terra di Tattini in area, ma l’attaccante granata arriva prima sulla palla rispetto a Dussi che lo stende: l’arbitro lascia correre. Uno scontro a centrocampo tra Migliorini e Pastorelli dà via libera a Muela verso la porta chioggiotta, ma l'ala calcia a lato. Grande occasione granata al 15°: lancio di Erman per Tattini anticipato, recupera di testa Martino per Broso che lancia di nuovo Tattini, il cui pallonetto scavalca Sourdis ma sulla linea Ndoj spazza in tempo prima del tap-in di Broso. L'Union Clodiense pressa alta sul regista Longato che parte davanti la difesa, Gerthoux è volitivo e intraprendente.
Il forcing granata prosegue con il cross di Ostojić e l’estetica rovesciata di Cuomo, parata a terra da Sourdis; più elaborato ma meno produttivo il fraseggio ospite. Alta la punizione di Tattini al 28°, su ottima azione di Martino, mentre poi è lo stesso Tattini a non sfruttare un buon contropiede che ha plasticamente mostrato le virtù del 4-2-3-1 in fase d’attacco: alla mezz’ora infatti Vittadello allarga Martino e avvicina Tattini a Broso.
Un brivido al 34°, quando Giacomo Boscolo in uscita si scontra con Pastorelli, perde il pallone ma il diagonale di Gubellini si spegne a lato anche per la deviazione di Granziera; la difesa granata comunque controllava la linea di porta. Il primo tempo finisce con un pareggio frutto del gioco non eccelso, anche se la squadra di casa aveva avuto un paio di chance in più degli avversari. I quali, subito a inizio ripresa (entra Spetić per un nervoso Migliorini), reclamano l’attenzione del direttore di gara per un fallo di mano di Ballarin: il capitano lagunare ammetterà in sala stampa che la sfera gli è scivolata sì sul braccio, ma dopo aver colpito il torace.
Cannata lascia ancora correre, e riprende a macinare gioco l’Union Clodiense: al 51° una tambureggiante azione che coinvolge Gerthoux, Broso, Tattini ed Erman porta al tiro Pastorelli, una deviazione mette la palla in corner non di molto. Chioggiotti in vantaggio al 56° Gerthoux -uno dei migliori in campo, velocissimo e abile nel controllo- vede il taglio di Martino e lo serve con un preciso tracciante in profondità. L’ala destra dribbla Sourdis e deposita in rete, per andare a ricevere l’ovazione della curva sud. Sùbito dopo, un altro taglio di Martino (sintomo di schema provato in allenamento) su assist di Tattini: il numero 7 calcia di prima intenzione e l’estremo friulano si salva di piede.
Poco prima del 70° debutta in campionato l’attesissimo Marangon, che ha giusto il tempo per ambientarsi quando il pallone gli arriva nei paraggi dell’area, dove costringe la difesa a fare fallo: il rigore è chirurgico e porta il punteggio sul 2-0. Rapidità di eventi da premio Nobel preventivo, alla maniera di Obama. L’attesa per le belle giocate del fantasista polesano si compie all’81°, quando Jack serve un cioccolatino sullo spazio a Martino che arriva esausto e calcia alto. Resta il tempo per annotare l’espulsione diretta di Bussi per calcio a Granziera, e un tiro di Gubellini a tempo scaduto che trova la deviazione di Ostojić prima di arrivare tra le braccia di Boscolo: a fine partita è già tempo di pensare al campo sintetico di Trieste, per chi andrà in trasferta con gli ultras il ritrovo è domenica mattina alle 11 alla stazione di Chioggia.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 6: viene chiamato in causa di rado, nell'azione che diventa la più pericolosa degli ospiti si scontra con Pastorelli e rimane a terra. Sicure un paio di prese basse nella ripresa.
Ostojić 6: dosa con attenzione i raddoppi di fascia e si preoccupa più di marcare lo sgusciante Muela, riuscendoci bene. A Chioggia solo da pochi giorni, eppure in campo pare giochi già da una vita con la "granata" addosso.
Granziera 6: fa meno fatica rispetto alle prove precedenti in marcatura sulla fascia non sua, accompagna bene l'azione offensiva e di testa ne prende tante. Tanta disponibilità sarà premiata.
Ballarin 7: «Siete voi che vi stupite», ha detto l'allenatore Vittadello in sala stampa, con riferimento alla prova del capitano. Non ci si stupisce, semmai si ricorda che sta giocando su questi livelli da quasi tutto lo scorso girone di ritorno. Un momento su tutti: proprio mentre gli ultrà lo incitano per nome, lui va in scivolata vicino al fallo laterale per impedire un'azione offensiva pericolosa. Granata dentro.
Pastorelli 6.5: esce al 67° per far spazio a Djurić e non la prende benissimo, nonostante un colpo subìto poco prima. Segno della volontà di giocare, trasmessa sul terreno per tutta l'ora abbondante in cui l'ha calcato: anticipi, soluzioni, rilanci e senso della posizione da veterano. (Djurić 6: un rientro più che atteso per un elemento che non può certo dirsi al massimo della forma. Necessario anche per lui calcare il campo e riprendere confidenza coi meccanismi della zona nevralgica che gli appartengono: il suo "motore" è un diesel che andrà in crescendo)
Erman 7: nel trio iniziale di centrocampo sta davanti la difesa e recupera moltissimi palloni, giocati sempre con pulizia. Da applausi certe aperture di gioco dal centro alle fasce, si fa vedere anche al tiro e gli riescono i dribbling: domenica a Trieste avrà anche il "suo" pubblico.
Martino 7: un goal intelligente e uno sfiorato altrettanto, traversoni e ripiegamenti, strappi e sportellate, l'energia fino a quella che poteva essere l'apoteosi sul perfetto invito di Marangon. Interno, ala, punta, terzino: semplicemente, Pietro Martino.
Cuomo 6: cuce i reparti e fa diga, da esperto manovratore. La sua dote più importante è infondere sicurezza e tranquillità, con lui la palla è in cassaforte e nel finale torna difensore per alzare il muro: quando non si "sente" vuol dire che tutto sta andando bene, anche grazie a lui.
Broso 6: meno protagonista rispetto a Porto Tolle, torna indietro a prendersi palloni e collabora al loro smistamento. La morsa Fabbro-Tobanelli è di quelle che non regalano niente, eppure Antonio riesce a mandare in porta Tattini e a farsi sempre trovare quale riferimento. (Perrotti s.v.)
Tattini 6.5: solo quindici giorni fa non era pensabile vederlo in campo prima di ottobre, ora stupisce -e il mister con lui- giocando dall'inizio e per ben 70 minuti. Lo fa con qualità, svariando il giusto e trovando luce alle spalle di Broso: per poco non segna su diabolico lob o su punizione di poco alta. Fisiologico il calo alla distanza, ma mettere minuti nel motore è essenziale e sarà ancora più apprezzato in seguito.
(Marangon 6.5: come il protagonista di un film, si prende la scena e il rigore che chiude a chiave la partita. Delizia con un lancio al bacio per Martino, sicuramente il primo di una lunga serie per chi avrà la ventura di vederlo giocare)
Gerthoux 7: la sua miglior partita stagionale finora, amichevoli comprese. Per volontà e intraprendenza ha ricordato il Gerthoux di Bolzano e Feltre, alla fine dello scorso torneo: la sua velocità fa premio su Zuliani, che spesso fatica a contenerlo. Splendido l'assist per Martino, dopo 75 minuti di corsa viene richiamato in panchina: al 2000 ora manca solo il goal. (Pupa 6: si colloca sulla fascia davanti a Granziera, con indole più difensiva rispetto a Gerthoux, per arginare i possibili contraccolpi avversari nel finale, che non arrivano).
Vittadello 6.5: schiera un undici arcigno, compatto, organizzato e solidale, inserendo gradualmente gli infortunati (per Baccolo si parla di altri 15 giorni fuori) e portando Martino all'ala nel primo tempo. Tutte mosse vincenti, nella più leggibile linearità di chi magari non "inventa" il calcio ma di certo lo conosce molto bene.
Cjarlins Muzane: Sourdis 6, Zuliani 6, Ndoj 6, Tobanelli 6, Fabbro 6, Migliorini 6, Bussi 5, Dussi 6.5, Gubellini 5.5, Longato 6.5, Muela 6 (Facchinutti 6, Pez s.v., Zigon s.v., Spetić 6, Tonizzo 6). Allenatore Moras 6.
Arbitro Cannata 5.5: non vede uno o forse due rigori, rispettivamente per il fallo di braccio di Ballarin e -prima- quando Dussi abbatte Tattini in area. Per il resto lascia perplessi il cartellino rosso diretto a Bussi e qualche altra decisione su falli e cartellini. Non ha comunque inciso sul risultato, e con simili premesse è già tanto.
martedì 10 settembre 2019
MERCOLEDÌ DI CAMPIONATO CON UNION CLODIENSE - CJARLINS MUZANE: INFORTUNATI IN RECUPERO, SCOCCA L'ORA DI MARANGON?
Marce forzate per l'Union Clodiense Chioggia Sottomarina, alla seconda partita in cinque giorni. Nell'appuntamento infrasettimanale di campionato, mercoledì 11 settembre dalle ore 15 allo stadio Ballarin, la squadra granata è chiamata ad affrontare i temibili friulani del Cjarlins Muzane, che hanno vinto i primi due incontri (anche se la vittoria all'esordio è sub judice per lo schieramento di un giocatore squalificato): già consistenti in attacco la stagione scorsa -grappoli di goal segnati anche alle big, e un 3-3 conseguito a Chioggia- gli arancioblu si sono rafforzati in difesa, con l'arrivo di Tobanelli dal Feltre e Ndoj dal Campodarsego.
Nel telaio forte dei vari Spetić, Tonizzo, Kabine -per fortuna dei lagunari, squalificato- Bussi si sono aggiunti anche il regista Longato dal San Donà e la punta Zigon dal Belluno; completano il quadro degli arrivi, tra giovani ed esperti, i vari Presello, Fabbro, Gregorić, Gubellini, Sourdis a rimpiazzare Moras, Smrtnik e Parpinel (in direzione Tamai) ed Emanuele Politti in Lega Pro al Modena. Non fa mistero, la squadra affidata a mister Massimiliano Moras, di puntare a un campionato nei quartieri alti.
Per converso, l'Union Clodiense inizia a recuperare i suoi infortunati: Djurić e Marangon siederanno infatti inizialmente in panchina, mentre Tattini "vede" il campo, complice anche un acciacco dell'ultim'ora al centravanti Antonio Broso che comunque potrebbe recuperare. Non è escluso che il fantasista polesano, pezzo forte del mercato di serie D, possa anche disputare qualche minuto di gioco per ritrovare confidenza con il campo. La probabile formazione cui sta pensando il tecnico Mario Vittadello vede Giacomo Boscolo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Tattini e Gerthoux a sostegno della punta centrale che -se Broso non recupera in tempo- potrebbe essere Perrotti. Domenica nuova trasferta, la più lunga del girone, sul campo del San Luigi Trieste neopromosso.
Nel telaio forte dei vari Spetić, Tonizzo, Kabine -per fortuna dei lagunari, squalificato- Bussi si sono aggiunti anche il regista Longato dal San Donà e la punta Zigon dal Belluno; completano il quadro degli arrivi, tra giovani ed esperti, i vari Presello, Fabbro, Gregorić, Gubellini, Sourdis a rimpiazzare Moras, Smrtnik e Parpinel (in direzione Tamai) ed Emanuele Politti in Lega Pro al Modena. Non fa mistero, la squadra affidata a mister Massimiliano Moras, di puntare a un campionato nei quartieri alti.
Per converso, l'Union Clodiense inizia a recuperare i suoi infortunati: Djurić e Marangon siederanno infatti inizialmente in panchina, mentre Tattini "vede" il campo, complice anche un acciacco dell'ultim'ora al centravanti Antonio Broso che comunque potrebbe recuperare. Non è escluso che il fantasista polesano, pezzo forte del mercato di serie D, possa anche disputare qualche minuto di gioco per ritrovare confidenza con il campo. La probabile formazione cui sta pensando il tecnico Mario Vittadello vede Giacomo Boscolo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Tattini e Gerthoux a sostegno della punta centrale che -se Broso non recupera in tempo- potrebbe essere Perrotti. Domenica nuova trasferta, la più lunga del girone, sul campo del San Luigi Trieste neopromosso.
domenica 8 settembre 2019
CRESCE L'UNION CLODIENSE E SI SBLOCCA BROSO, PREZIOSO 2-2 IN CASA DEL DELTA PORTO TOLLE
Seconda partita di campionato e secondo pareggio per l’Union Clodiense, ma a differenza di quello strappato al Tamai nel forno del Ballarin la scorsa domenica, quello per 2-2 in casa del Delta ha il sapore della crescita. Nonostante l’emergenza di formazione, che continua a privarla di Marangon, Djurić e Baccolo, nell’anticipo giocato ieri allo stadio Cavallari di Porto Tolle la squadra di Mario Vittadello ha creato occasioni, esaltando il portiere avversario Bala, trovato una rete con Granziera e costruitane un’altra con Broso, aumentando la conoscenza reciproca sul campo tra veterani e giovani e preparandosi al doppio impegno che l’attende in settimana: mercoledì a Chioggia scenderanno i forti friulani del Cjarlins Muzane, domenica lunga trasferta a Trieste per affrontare il San Luigi. Anche l’ambizioso Delta di Matteo Barella ieri ha mostrato di essere ancora un cantiere nell’inserimento dei nuovi -nonostante la buona prova dei suoi attaccanti (a segno Mortaro e Rosso) e del regista Malagò, ex granata- per cui il pareggio può dirsi giusto in una partita combattuta e giocata a buoni ritmi, con tante occasioni e qualche svarione difensivo tra due compagini non ancora registrate al massimo.
Il tecnico granata Mario Vittadello manda in campo Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Perrotti e Gerthoux a sostenere il centravanti Broso. In panchina recupera Esposito, la prima convocazione di Cappelli, poi Pupa, Meneghetti, Amerì, Duse, Vianello, Rosa e un Tattini ancora in grado di garantire mezz’ora di qualità. Un 4-3-3 che durante il primo tempo ha saputo diventare 4-4-2, allargando Martino e provando ad avanzare Perrotti. L'allenatore del Delta Matteo Barella nel 3-4-3 schiera Bala in porta, Maistrello, l’altro ex Garbini e Cuccato in difesa, Vitale e Sarr sulle fasce, Castellan e Malagò a centrocampo, Telesi a supporto delle punte Mortaro e Raimondi. Tra le riserve Milàn, Pellielo, Gemini, Corti, Vecchi, Rosso, Episcopo, Pasi, Virdis. Arbitra Mattia Nigro della sezione AIA di Prato, sotto un cielo poco nuvoloso e con un clima apprezzabile, davanti ad almeno 600 spettatori.
Nutrita e felicemente rumorosa la rappresentanza della tifoseria lagunare, con la curva sud Franco de Paolis alla sua prima trasferta dopo otto anni: incessanti i cori degli ultras, che hanno dato vita a una bella battaglia “sonora” con la controparte polesana. In tribuna anche gli ex granata Lorenzo Maistro e Andrea Moretto, oltre ai giocatori infortunati: i vari Djurić e Baccolo sono stati i primi a saltare dal seggiolino ai goal di Granziera e Broso, sensazioni particolari per Marangon che deve ancora debuttare ufficialmente con la maglia dell’Union Clodiense ma a Porto Tolle è di casa e le sue prestazioni non saranno mai dimenticate.
Parte forte il Delta: Raimondi -un lusso per questa categoria- ruba palla a Martino e si accentra, il tiro è deviato in corner da Boscolo. Sugli sviluppi dell'azione, Malagò salta Ostojić che recupera in angolo: ancora colpo di testa di Cuccato e palla fuori di poco. Malagò, calcia di sinistro da fuori al 10°, palla a lato: i compagni lo cercano e il regista del Delta è al centro di tutte le azioni. A cavallo fra 13° e 14° le due grandi occasioni da goal per l’Union Clodiense nel primo tempo: bell'azione granata che porta al cross di Perrotti di sinistro dalla fascia destra, colpo di testa di Broso e vola Bala a mettere in corner. Sugli sviluppi dell’angolo battuto da Erman, Maistrello anticipa Granziera e rischia l'autogoal: Bala si supera ancora con un miracolo.
Il Delta tira un sospiro di sollievo e rinviene, mettendo in mezzo molti palloni: al 16° Mortaro dalla sinistra crossa basso ma Telesi non ci arriva, poi lo stesso Telesi supera un avversario e crossa basso da destra, e anche stavolta non arriva nessun compagno di squadra. Quindi Sarr crossa dalla sinistra, colpo di testa di Telesi da solo in area e palla fuori, alla destra di Boscolo: la partita combattuta e senza attimi di tregua, in casa granata si fa notare Erman con un lancio pregevole a trovare Gerthoux sulla corsa, la conclusione di controbalzo del giovane attaccante finisce molto alta.
Il goal del Delta rompe gli equilibri: ennesimo cross dalla destra, Raimondi sceglie il tempo meglio di Ostojić e rimette in mezzo di testa, dove Mortaro si apposta dietro Pastorelli e ha modo di girarsi in rovesciata. Giacomo Boscolo forse battezza fuori la palla, che invece si insacca a fil di… Palo: 1-0 per i padroni di casa. La reazione lagunare è tutta in un colpo di testa arcuato di Broso al 32°, che esce di poco su cross di Martino. Termina la prima frazione con l’Union Clodiense che allarga le braccia davanti ai due grandi interventi del portiere avversario.
Si riparte senza cambi e con i granata che cercano la soluzione attraverso i calci da fermo: al 49° colpo di testa di Ballarin su calcio d'angolo, palla fuori, poi Broso al 52° ancora out. Gli ospiti collezionano corner e da uno di questi, al 54°, Bala esce a vuoto consentendo il pareggio di Granziera quasi dalla linea di fondo. Si rinfranca la squadra chioggiotta, con Gerthoux che si invola ma il suo cross basso è preda della difesa locale. Al 65° entra Tattini per Perrotti (ispirato nelle fasi iniziali del match), e al 71° l’Union Clodiense passa in vantaggio.
Azione che si sviluppa sulla destra col triangolo tra Martino e Cuomo, l’ala mette in mezzo per Gerthoux che cicca il pallone, ma lo tocca quel tanto che basta per mettere fuori causa la difesa biancoblu: Broso sul secondo palo carica il destro e lo piazza in rete di potenza sul primo palo, poi corre a festeggiare sotto la curva dedicando il goal al piccolo Francesco e alla sua mamma Romy.
Dura poco la festa granata: al 76° un traversone da sinistra del solito Malagò viene deviato non perfettamente in area da Pastorelli, il pallone si impenna, Granziera salta a vuoto così Virdis prepara lo spazio per il neoentrato Rosso. Il 18enne attaccante beneficia del taglio di Raimondi a portare dentro Ostojić e scarica un diagonale che si infila alla sinistra di Boscolo. Praticamente tutta la difesa dell’Union Clodiense -a parte Ballarin- reca su di sé la propria quota di responsabilità per il pareggio.
Rosso va quasi subito vicino alla doppietta personale, quando ancora Malagò fa spiovere un pallone che Boscolo respinge in uscita, la sfera resta pericolosamente nei paraggi ma il goleador classe 2001 la alza a pallonetto a pochi passi dalla porta vuota. Nel finale il forcing però è ancora granata, e al 90° Tattini da calcio d’angolo trova la testa di Broso, la cui deviazione manca la porta di pochi centimetri. Cinque minuti di recupero non cambiano l’esito di un match che presenta comunque diversi segnali positivi rispetto all’esordio di sei giorni prima.
Capitan Ballarin chiama a raccolta la squadra con un breve discorso, prima di salutare chi è arrivato in massa da Chioggia: mercoledì alle ore 15 una nuova battaglia attende la squadra di Vittadello allo stadio Ballarin contro il Cjarlins Muzane, che forse sarà penalizzato dei tre punti conquistati in casa la prima giornata schierando un giocatore squalificato. La speranza è dare continuità ai risultati e, naturalmente, recuperare i preziosi infortunati per fare un altro salto di qualità e di esperienza.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 5.5: al via si distende bene su Raimondi e anche nelle uscite mostra coraggio. Purtroppo pare battezzare fuori la rovesciata di Mortaro che invece si insacca, mentre nell’azione del raddoppio non si capisce se fosse coperto o se il tiro di Rosso fosse irresistibile secondo il piazzamento.
Ostojić 6: ha qualche responsabilità (non da solo) in entrambi i goal, ma è concreto e dà solidità sia alla marcatura che alla fascia, facendosi vedere in tandem con Martino e stringendo anche al centro. Ci ripetiamo: acquisto utilissimo e già pronto, in una zona di campo cruciale, per di più col vantaggio di essere uno dei due 2000 da dover schierare.
Granziera 6: il goal realizzato lo ripaga di qualche incertezza, come nel salto a vuoto prima del secondo goal polesano. A sinistra, per sua ammissione, è adattato e cerca di fare il meglio che può: nel secondo tempo spinge anche abbastanza. Quando la situazione della rosa gli consentirà di essere riportato al centro della difesa oppure a destra, darà di nuovo il meglio cui ha abituato.
Ballarin 6.5: il capitano non “balla” per niente, cerca al solito l’anticipo e chiede compattezza. All’inizio della ripresa prova anche la sortita offensiva di testa, per trasformare uno dei tanti calci da fermo, ma la palla esce di poco. Non ha responsabilità dirette nelle due reti dei padroni di casa.
Pastorelli 6: anche a Porto Tolle arpiona quasi tutto quello che gli passa davanti, diventando insuperabile di testa e con buon senso della posizione. Nel primo goal però lascia girare Mortaro in un’azione che si sviluppa piuttosto lentamente, nel secondo è il primo a rinviare il traversone di Malagò ma in precario equilibrio e la palla s’impenna.
Erman 6.5: nel primo tempo predica un po’ nel deserto per lunghi tratti, recuperando palloni, “ripulendoli” e cucendo il gioco tra i reparti. Suoi come sempre gli angoli e le punizioni, si fa vedere poco al tiro rispetto alle ultime settimane. Comunque uno dei più positivi, e domenica si va in trasferta nella sua Trieste… (Meneghetti s.v.)
Martino 6.5: generoso come al solito, inizia da interno di centrocampo per passare poi all’ala, posizione dalla quale recapita in mezzo molti palloni per Broso. Partecipa alla rete del provvisorio 1-2 che è l’emblema di come Pietro cerchi spesso il triangolo per l’imbucata tra le linee: una delle armi in più.
Cuomo 6: meno appariscente del consueto, si sdoppia nella copertura e nel rilancio da classico centrocampista “box to box”. Non dimentica di aver acquisito e cesellato i tempi del difensore, andando ad aggiungersi all’ultima diga quando serve. Porta avanti una notevole quantità di palloni, ed era il più temuto (nonché marcato) degli avversari sulle palle inattive.
Broso 7: finalmente il primo goal ufficiale, ma non solo. Tante sportellate coi centrali biancoblu, anticipi vinti e di conseguenza gioco smistato come boa; ma soprattutto è temibile più volte di testa, solo Bala e qualche centimetro di precisione gli dicono di no. Si sta rimettendo dopo l’operazione all’anca e la nascita di Francesco può dargli la spinta sperata: ad maiora, magari con qualcuno vicino.
Perrotti 6: inizia bene e nel primo quarto d’ora un paio di suoi dribbling creano la superiorità numerica in zona d’attacco. Il mancino regala a Broso un assist ideale, poi cerca spazio in una difesa accorta. Pian piano riduce la benzina e, pur avvicinandosi al centravanti, arrivano pochi palloni per le chiusure della retroguardia casalinga. (Tattini 6: non può essere sempre miracolo, ed è già tanto che metta minuti nelle gambe in vista del pieno recupero. Si fa comunque notare in un paio di iniziative quando punta l’avversario e mette in mostra la propria tecnica. Il suo baricentro basso darà molti grattacapi alle difese del girone).
Gerthoux 6: forse è il più veloce della squadra, per questo viene lasciato cavalcare negli spazi delle fasce e della trequarti. Riesce a mettere in mezzo un paio di cross bassi, ma il Delta non concede molto. Francesco è ancora alla ricerca del suo primo goal in granata: continuando a puntare l’avversario e ad avvicinarsi alla porta, presto la rete arriverà. (Pupa s.v.)
Vittadello 6: con gli uomini contati a disposizione non poteva fare cose diverse. Ha l’intuizione successiva di sprigionare Martino all’ala nel 4-4-2 (a Broso serve almeno un partner d’attacco più vicino), e nel provare metodicamente le opzioni per i calci da fermo che puntualmente arrivano: la squadra è viva e cresce, e certo non sfigura al cospetto di un’avversaria ritenuta tra le più attrezzate.
Delta Porto Tolle: Bala 5.5, Maistrello 6, Sarr 6.5, Vitale 6, Garbini 6, Cuccato 6.5, Raimondi 7, Castellan 6.5, Mortaro 7, Malagò 7, Telesi 7 (Pellielo s.v., Gemini 6, Rosso 7, Episcopo s.v., Virdis 6.5). Allenatore Barella 6.5.
Arbitro Nigro 6: gestisce una partita tutto sommato corretta, senza sbagliare le pochissime decisioni potenzialmente controverse.
Stadio Umberto Cavallari: struttura solida e vecchio stile, coperta nella tribuna principale, adeguato lo spazio per la stampa (e ottima la soluzione trovata in segreteria per i dialoghi del dopo partita). La pista d’atletica nel calcio è un limite alla visibilità -il curvino per gli ospiti in struttura metallica è posizionato in maniera tale da rendere difficile comprendere cosa accade nei paraggi della porta più lontana- così come i parcheggi limitati all’esterno ricevono poche vetture; manto erboso in condizioni non perfette e con qualche “toppa”. Presente tuttavia un’area ristoro contenuta ma dignitosa, così come i bagni.
Il tecnico granata Mario Vittadello manda in campo Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Perrotti e Gerthoux a sostenere il centravanti Broso. In panchina recupera Esposito, la prima convocazione di Cappelli, poi Pupa, Meneghetti, Amerì, Duse, Vianello, Rosa e un Tattini ancora in grado di garantire mezz’ora di qualità. Un 4-3-3 che durante il primo tempo ha saputo diventare 4-4-2, allargando Martino e provando ad avanzare Perrotti. L'allenatore del Delta Matteo Barella nel 3-4-3 schiera Bala in porta, Maistrello, l’altro ex Garbini e Cuccato in difesa, Vitale e Sarr sulle fasce, Castellan e Malagò a centrocampo, Telesi a supporto delle punte Mortaro e Raimondi. Tra le riserve Milàn, Pellielo, Gemini, Corti, Vecchi, Rosso, Episcopo, Pasi, Virdis. Arbitra Mattia Nigro della sezione AIA di Prato, sotto un cielo poco nuvoloso e con un clima apprezzabile, davanti ad almeno 600 spettatori.
Nutrita e felicemente rumorosa la rappresentanza della tifoseria lagunare, con la curva sud Franco de Paolis alla sua prima trasferta dopo otto anni: incessanti i cori degli ultras, che hanno dato vita a una bella battaglia “sonora” con la controparte polesana. In tribuna anche gli ex granata Lorenzo Maistro e Andrea Moretto, oltre ai giocatori infortunati: i vari Djurić e Baccolo sono stati i primi a saltare dal seggiolino ai goal di Granziera e Broso, sensazioni particolari per Marangon che deve ancora debuttare ufficialmente con la maglia dell’Union Clodiense ma a Porto Tolle è di casa e le sue prestazioni non saranno mai dimenticate.
Parte forte il Delta: Raimondi -un lusso per questa categoria- ruba palla a Martino e si accentra, il tiro è deviato in corner da Boscolo. Sugli sviluppi dell'azione, Malagò salta Ostojić che recupera in angolo: ancora colpo di testa di Cuccato e palla fuori di poco. Malagò, calcia di sinistro da fuori al 10°, palla a lato: i compagni lo cercano e il regista del Delta è al centro di tutte le azioni. A cavallo fra 13° e 14° le due grandi occasioni da goal per l’Union Clodiense nel primo tempo: bell'azione granata che porta al cross di Perrotti di sinistro dalla fascia destra, colpo di testa di Broso e vola Bala a mettere in corner. Sugli sviluppi dell’angolo battuto da Erman, Maistrello anticipa Granziera e rischia l'autogoal: Bala si supera ancora con un miracolo.
Il Delta tira un sospiro di sollievo e rinviene, mettendo in mezzo molti palloni: al 16° Mortaro dalla sinistra crossa basso ma Telesi non ci arriva, poi lo stesso Telesi supera un avversario e crossa basso da destra, e anche stavolta non arriva nessun compagno di squadra. Quindi Sarr crossa dalla sinistra, colpo di testa di Telesi da solo in area e palla fuori, alla destra di Boscolo: la partita combattuta e senza attimi di tregua, in casa granata si fa notare Erman con un lancio pregevole a trovare Gerthoux sulla corsa, la conclusione di controbalzo del giovane attaccante finisce molto alta.
Il goal del Delta rompe gli equilibri: ennesimo cross dalla destra, Raimondi sceglie il tempo meglio di Ostojić e rimette in mezzo di testa, dove Mortaro si apposta dietro Pastorelli e ha modo di girarsi in rovesciata. Giacomo Boscolo forse battezza fuori la palla, che invece si insacca a fil di… Palo: 1-0 per i padroni di casa. La reazione lagunare è tutta in un colpo di testa arcuato di Broso al 32°, che esce di poco su cross di Martino. Termina la prima frazione con l’Union Clodiense che allarga le braccia davanti ai due grandi interventi del portiere avversario.
Si riparte senza cambi e con i granata che cercano la soluzione attraverso i calci da fermo: al 49° colpo di testa di Ballarin su calcio d'angolo, palla fuori, poi Broso al 52° ancora out. Gli ospiti collezionano corner e da uno di questi, al 54°, Bala esce a vuoto consentendo il pareggio di Granziera quasi dalla linea di fondo. Si rinfranca la squadra chioggiotta, con Gerthoux che si invola ma il suo cross basso è preda della difesa locale. Al 65° entra Tattini per Perrotti (ispirato nelle fasi iniziali del match), e al 71° l’Union Clodiense passa in vantaggio.
Azione che si sviluppa sulla destra col triangolo tra Martino e Cuomo, l’ala mette in mezzo per Gerthoux che cicca il pallone, ma lo tocca quel tanto che basta per mettere fuori causa la difesa biancoblu: Broso sul secondo palo carica il destro e lo piazza in rete di potenza sul primo palo, poi corre a festeggiare sotto la curva dedicando il goal al piccolo Francesco e alla sua mamma Romy.
Dura poco la festa granata: al 76° un traversone da sinistra del solito Malagò viene deviato non perfettamente in area da Pastorelli, il pallone si impenna, Granziera salta a vuoto così Virdis prepara lo spazio per il neoentrato Rosso. Il 18enne attaccante beneficia del taglio di Raimondi a portare dentro Ostojić e scarica un diagonale che si infila alla sinistra di Boscolo. Praticamente tutta la difesa dell’Union Clodiense -a parte Ballarin- reca su di sé la propria quota di responsabilità per il pareggio.
Rosso va quasi subito vicino alla doppietta personale, quando ancora Malagò fa spiovere un pallone che Boscolo respinge in uscita, la sfera resta pericolosamente nei paraggi ma il goleador classe 2001 la alza a pallonetto a pochi passi dalla porta vuota. Nel finale il forcing però è ancora granata, e al 90° Tattini da calcio d’angolo trova la testa di Broso, la cui deviazione manca la porta di pochi centimetri. Cinque minuti di recupero non cambiano l’esito di un match che presenta comunque diversi segnali positivi rispetto all’esordio di sei giorni prima.
Capitan Ballarin chiama a raccolta la squadra con un breve discorso, prima di salutare chi è arrivato in massa da Chioggia: mercoledì alle ore 15 una nuova battaglia attende la squadra di Vittadello allo stadio Ballarin contro il Cjarlins Muzane, che forse sarà penalizzato dei tre punti conquistati in casa la prima giornata schierando un giocatore squalificato. La speranza è dare continuità ai risultati e, naturalmente, recuperare i preziosi infortunati per fare un altro salto di qualità e di esperienza.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 5.5: al via si distende bene su Raimondi e anche nelle uscite mostra coraggio. Purtroppo pare battezzare fuori la rovesciata di Mortaro che invece si insacca, mentre nell’azione del raddoppio non si capisce se fosse coperto o se il tiro di Rosso fosse irresistibile secondo il piazzamento.
Ostojić 6: ha qualche responsabilità (non da solo) in entrambi i goal, ma è concreto e dà solidità sia alla marcatura che alla fascia, facendosi vedere in tandem con Martino e stringendo anche al centro. Ci ripetiamo: acquisto utilissimo e già pronto, in una zona di campo cruciale, per di più col vantaggio di essere uno dei due 2000 da dover schierare.
Granziera 6: il goal realizzato lo ripaga di qualche incertezza, come nel salto a vuoto prima del secondo goal polesano. A sinistra, per sua ammissione, è adattato e cerca di fare il meglio che può: nel secondo tempo spinge anche abbastanza. Quando la situazione della rosa gli consentirà di essere riportato al centro della difesa oppure a destra, darà di nuovo il meglio cui ha abituato.
Ballarin 6.5: il capitano non “balla” per niente, cerca al solito l’anticipo e chiede compattezza. All’inizio della ripresa prova anche la sortita offensiva di testa, per trasformare uno dei tanti calci da fermo, ma la palla esce di poco. Non ha responsabilità dirette nelle due reti dei padroni di casa.
Pastorelli 6: anche a Porto Tolle arpiona quasi tutto quello che gli passa davanti, diventando insuperabile di testa e con buon senso della posizione. Nel primo goal però lascia girare Mortaro in un’azione che si sviluppa piuttosto lentamente, nel secondo è il primo a rinviare il traversone di Malagò ma in precario equilibrio e la palla s’impenna.
Erman 6.5: nel primo tempo predica un po’ nel deserto per lunghi tratti, recuperando palloni, “ripulendoli” e cucendo il gioco tra i reparti. Suoi come sempre gli angoli e le punizioni, si fa vedere poco al tiro rispetto alle ultime settimane. Comunque uno dei più positivi, e domenica si va in trasferta nella sua Trieste… (Meneghetti s.v.)
Martino 6.5: generoso come al solito, inizia da interno di centrocampo per passare poi all’ala, posizione dalla quale recapita in mezzo molti palloni per Broso. Partecipa alla rete del provvisorio 1-2 che è l’emblema di come Pietro cerchi spesso il triangolo per l’imbucata tra le linee: una delle armi in più.
Cuomo 6: meno appariscente del consueto, si sdoppia nella copertura e nel rilancio da classico centrocampista “box to box”. Non dimentica di aver acquisito e cesellato i tempi del difensore, andando ad aggiungersi all’ultima diga quando serve. Porta avanti una notevole quantità di palloni, ed era il più temuto (nonché marcato) degli avversari sulle palle inattive.
Broso 7: finalmente il primo goal ufficiale, ma non solo. Tante sportellate coi centrali biancoblu, anticipi vinti e di conseguenza gioco smistato come boa; ma soprattutto è temibile più volte di testa, solo Bala e qualche centimetro di precisione gli dicono di no. Si sta rimettendo dopo l’operazione all’anca e la nascita di Francesco può dargli la spinta sperata: ad maiora, magari con qualcuno vicino.
Perrotti 6: inizia bene e nel primo quarto d’ora un paio di suoi dribbling creano la superiorità numerica in zona d’attacco. Il mancino regala a Broso un assist ideale, poi cerca spazio in una difesa accorta. Pian piano riduce la benzina e, pur avvicinandosi al centravanti, arrivano pochi palloni per le chiusure della retroguardia casalinga. (Tattini 6: non può essere sempre miracolo, ed è già tanto che metta minuti nelle gambe in vista del pieno recupero. Si fa comunque notare in un paio di iniziative quando punta l’avversario e mette in mostra la propria tecnica. Il suo baricentro basso darà molti grattacapi alle difese del girone).
Gerthoux 6: forse è il più veloce della squadra, per questo viene lasciato cavalcare negli spazi delle fasce e della trequarti. Riesce a mettere in mezzo un paio di cross bassi, ma il Delta non concede molto. Francesco è ancora alla ricerca del suo primo goal in granata: continuando a puntare l’avversario e ad avvicinarsi alla porta, presto la rete arriverà. (Pupa s.v.)
Vittadello 6: con gli uomini contati a disposizione non poteva fare cose diverse. Ha l’intuizione successiva di sprigionare Martino all’ala nel 4-4-2 (a Broso serve almeno un partner d’attacco più vicino), e nel provare metodicamente le opzioni per i calci da fermo che puntualmente arrivano: la squadra è viva e cresce, e certo non sfigura al cospetto di un’avversaria ritenuta tra le più attrezzate.
Delta Porto Tolle: Bala 5.5, Maistrello 6, Sarr 6.5, Vitale 6, Garbini 6, Cuccato 6.5, Raimondi 7, Castellan 6.5, Mortaro 7, Malagò 7, Telesi 7 (Pellielo s.v., Gemini 6, Rosso 7, Episcopo s.v., Virdis 6.5). Allenatore Barella 6.5.
Arbitro Nigro 6: gestisce una partita tutto sommato corretta, senza sbagliare le pochissime decisioni potenzialmente controverse.
Stadio Umberto Cavallari: struttura solida e vecchio stile, coperta nella tribuna principale, adeguato lo spazio per la stampa (e ottima la soluzione trovata in segreteria per i dialoghi del dopo partita). La pista d’atletica nel calcio è un limite alla visibilità -il curvino per gli ospiti in struttura metallica è posizionato in maniera tale da rendere difficile comprendere cosa accade nei paraggi della porta più lontana- così come i parcheggi limitati all’esterno ricevono poche vetture; manto erboso in condizioni non perfette e con qualche “toppa”. Presente tuttavia un’area ristoro contenuta ma dignitosa, così come i bagni.
venerdì 6 settembre 2019
UNION CLODIENSE, ANTICIPO DI SABATO (ORE 16) A PORTO TOLLE ANCORA IN FORMAZIONE RIMANEGGIATA
Seconda giornata di campionato, in anticipo sabato 7 settembre, per l'Union Clodiense Chioggia Sottomarina che dalle ore 16 sarà impegnata allo stadio Cavallari di Porto Tolle contro l'ambizioso Delta. Ed è ancora emergenza per l'allenatore granata Mario Vittadello che non recupera alcuno degli infortunati: sempre fuori causa i preziosi Djurić e Baccolo, colonne del centrocampo, dà forfait anche Giacomo Marangon, portotollese di nascita e idolo della tifoseria locale. Jack non ha ancora riassorbito lo stiramento procuratosi lo scorso 3 agosto in amichevole, e lo staff medico lagunare spera di poterlo restituire alla squadra per i due impegni della prossima settimana, ovvero la sfida interna di mercoledì 11 contro il forte Cjarlins e la lunga trasferta di domenica 15 a Trieste contro il San Luigi.
Ma intanto c'è da affrontare un Delta avvelenato dalla sconfitta all'esordio contro la Luparense (3-1 in terra padovana), e come si diceva la situazione d'infermeria non è tra le migliori: anche i due terzini acquistati in settimana, Tommaso Artini ex Arezzo e Mattia Biolcati ex SPAL, non sono convocabili (il secondo per ernia inguinale), senza contare la partenza di Baltrunas per il ritiro della rappresentativa lituana Under 17 e relativi impegni internazionali. Per cui, dovendo completare il tetris delle quote giovanili, l'Union Clodiense farà appello ancora una volta all'esperienza dei propri pilastri difensivi e di giovani già rodati come Pastorelli ed Erman (entrambi classe 1999), sostituendo probabilmente il terzino ex Padova con Alex Ostojić. Il probabile 11 al via è quindi dato da Giacomo Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Perrotti e Gerthoux ad assistere il centravanti Broso. Solo panchina per Tattini, eroe del pareggio contro il Tamai, che proprio a Porto Tolle esordì un anno fa: Marco sta ancora seguendo il programma di riabilitazione e non può garantire un alto minutaggio.
Importante sarà sfruttare le palle inattive, secondo gli schemi applicati in settimana. Anche se i padroni di casa hanno perduto malamente al debutto, restano comunque una delle squadre più quotate del girone: i biancoblu affidati al tecnico Matteo Barella, già forti dei vari Malagò (ex di turno), Pandiani e Bala, si sono rinforzati nel mercato estivo con gli ex feltrini Pasi ed Episcopo, con il bomber Raimondi dal Campodarsego, l'esperto Garbini in difesa, Mortaro dal Montebelluna e il quotato centravanti Francesco Virdis. L'incontro di Porto Tolle sarà arbitrato da Mattia Nigro della sezione AIA di Prato, e segna il ritorno degli ultras chioggiotti in trasferta dopo 8 anni: il ritrovo della curva sud Franco de Paolis alla volta del Delta è fissato alle ore 14 in piazzale stazione a Chioggia.
Ma intanto c'è da affrontare un Delta avvelenato dalla sconfitta all'esordio contro la Luparense (3-1 in terra padovana), e come si diceva la situazione d'infermeria non è tra le migliori: anche i due terzini acquistati in settimana, Tommaso Artini ex Arezzo e Mattia Biolcati ex SPAL, non sono convocabili (il secondo per ernia inguinale), senza contare la partenza di Baltrunas per il ritiro della rappresentativa lituana Under 17 e relativi impegni internazionali. Per cui, dovendo completare il tetris delle quote giovanili, l'Union Clodiense farà appello ancora una volta all'esperienza dei propri pilastri difensivi e di giovani già rodati come Pastorelli ed Erman (entrambi classe 1999), sostituendo probabilmente il terzino ex Padova con Alex Ostojić. Il probabile 11 al via è quindi dato da Giacomo Boscolo Palo in porta, Ostojić, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Martino, Cuomo ed Erman a centrocampo, Perrotti e Gerthoux ad assistere il centravanti Broso. Solo panchina per Tattini, eroe del pareggio contro il Tamai, che proprio a Porto Tolle esordì un anno fa: Marco sta ancora seguendo il programma di riabilitazione e non può garantire un alto minutaggio.
Importante sarà sfruttare le palle inattive, secondo gli schemi applicati in settimana. Anche se i padroni di casa hanno perduto malamente al debutto, restano comunque una delle squadre più quotate del girone: i biancoblu affidati al tecnico Matteo Barella, già forti dei vari Malagò (ex di turno), Pandiani e Bala, si sono rinforzati nel mercato estivo con gli ex feltrini Pasi ed Episcopo, con il bomber Raimondi dal Campodarsego, l'esperto Garbini in difesa, Mortaro dal Montebelluna e il quotato centravanti Francesco Virdis. L'incontro di Porto Tolle sarà arbitrato da Mattia Nigro della sezione AIA di Prato, e segna il ritorno degli ultras chioggiotti in trasferta dopo 8 anni: il ritrovo della curva sud Franco de Paolis alla volta del Delta è fissato alle ore 14 in piazzale stazione a Chioggia.
lunedì 2 settembre 2019
UNION CLODIENSE, DUE NUOVI INNESTI SULLE FASCE: ARRIVANO ARTINI DALL'AREZZO E BIOLCATI DALLA SPAL
Arriva in prestito dall'Arezzo il primo nuovo innesto dell'Union Clodiense per la stagione iniziata ieri. Si chiama Tommaso Artini, classe 2001, e gioca da laterale destro. Il ragazzo era nella rosa della squadra Berretti per la società amaranto, e sarà a disposizione di mister Vittadello nelle prossime ore.
Verso sera l'ufficializzazione anche di un secondo arrivo riguardante le fasce, stavolta a sinistra: è Mattia Biolcati, pure 18enne, proveniente dalla SPAL Primavera. La presenza del giovane nato ad Adria, già nelle giovanili del Cesena, servirà anche a coprire la partenza per 15 giorni di Zygimantas Baltrunas per la Lituania, ove è stato convocato nella nazionale Under 17. Da domani i granata torneranno al lavoro per preparare l'anticipo di sabato 7 settembre in casa del Delta Porto Tolle, con la speranza di riuscire a recuperare almeno Marco Djurić.
Verso sera l'ufficializzazione anche di un secondo arrivo riguardante le fasce, stavolta a sinistra: è Mattia Biolcati, pure 18enne, proveniente dalla SPAL Primavera. La presenza del giovane nato ad Adria, già nelle giovanili del Cesena, servirà anche a coprire la partenza per 15 giorni di Zygimantas Baltrunas per la Lituania, ove è stato convocato nella nazionale Under 17. Da domani i granata torneranno al lavoro per preparare l'anticipo di sabato 7 settembre in casa del Delta Porto Tolle, con la speranza di riuscire a recuperare almeno Marco Djurić.
domenica 1 settembre 2019
L'UNION CLODIENSE RADDRIZZA COL CUORE LA PARTITA CONTRO IL TAMAI: E IL RINGRAZIAMENTO DI TATTINI VOLA AL CIELO
Una partita ripresa per i capelli, Union Clodiense-Tamai 1-1. Quelli di Marco Tattini, che mancava dai terreni di gioco da otto mesi e mezzo, da quel maledetto 16 dicembre allo stadio di Chions, dove dopo venti secondi saltò il legamento crociato: mesi di riabilitazione e anche di cattivi pensieri, Marco stava quasi per meditare il ritiro, poi la seconda chance in granata e i tempi accelerati fino a oggi. Tattini, ha detto mister Vittadello, avrebbe dovuto entrare in condizione a ottobre: ma il lavoro in allenamento e le necessità di squadra lo hanno spinto a gettare il cuore oltre l’ostacolo e addirittura a segnare un goal di testa su cross di Martino, non proprio la specialità di un attaccante così tecnico.
Così l’Union Clodiense dei buoni sentimenti riesce a strappare il pareggio a un Tamai che per larghi tratti di partita le è stato superiore per fraseggio e individualità: primo tra tutti quel Marco Moras che negli ultimi anni si è rivelato tra le bestie nere dei lagunari, colpendoli ogni volta che giocava contro. Così come il Tamai, che non è stato mai battuto da quando la squadra chioggiotta è tornata in serie D. Un punto guadagnato allora, in attesa di far visita nell’anticipo di sabato 7 settembre al Delta Porto Tolle, reduce da una bruciante sconfitta per 3-1 in casa della matricola Luparense.
L’allenatore di casa, carente di Marangon, Djurić e Baccolo, ha mandato in campo per forza di cose una squadra imbottita di difensori: Boscolo Palo in porta, Martino, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Cuomo ed Erman a centrocampo, Gerthoux e Baltrunas alle ali, Perrotti e Broso in attacco. In panchina Bedendo, Pupa, Vianello, Duse, Meneghetti, Tocco, il neo arrivato Ostojić, Amerì e Tattini.
Risponde il tecnico friulano Bianchini con Da Re, Pessot, Peresin, Pramparo, Pradebon, Dukić, Mortati, Trento, Smrtnik, Moras, Borgobello. Tra le riserve Pagnucco, Barbierato, Pertoldi, Colombera, Consorti, Lubian, Zupperdoni, Nezha, Masia. Arbitra Stefano Foresti della sezione AIA di Bergamo davanti a 400 spettatori, sotto un cielo soleggiato con temperatura estiva che farebbe preferire il bagno a Ca’ Roman.
L’inizio è di marca granata, e al 14° una punizione di Erman non provoca per poco un autogoal, si salva in due tempi il portiere Da Re. Il Tamai attacca dapprima in modo confuso ma comunque veemente, tanto che attorno al 25° la difesa di casa non riesce a liberare l’area. L’asse Mortati-Moras porta i pericoli più seri nel momento favorevole al Tamai, che ha conquistato il possesso di palla: il numero 10 effettua un traversone centrale per la testa di Smrtnik, fuori di poco.
All’Union Clodiense non resta che ripartire in contropiede, ma sia Perrotti che Martino vanificano le azioni intraprese mentre i compagni decentrati aspettavano il pallone; al 31° cross e controcross di Gerthoux e Granziera portano al salvataggio in extremis su Broso, desideroso di segnare per dedicare il goal al neonato Francesco.
A sinistra soffre Granziera, saltato non di rado da Mortati: come al 37°, quando il cross dell’ala ex San Donà trova Borgobello alla deviazione di prima, la palla esce e la terna arbitrale non ravvisa gli estremi per un calcio d’angolo. La prima, vera occasione per l’Union Clodiense arriva al 40°: Cuomo recupera palla a centrocampo, serve Broso che passa a Perrotti, il quale cerca di piazzarla di piatto sinistro sul palo lontano, ma quel che ne esce è una conclusione lenta e centrale, facile preda del portiere Da Re. In difesa fa sempre buona guardia Pastorelli, sia negli anticipi che nelle chiusure (come al 43° su Smrtnik) e anche a rattoppare le smagliature dei colleghi.
L’arbitro -non troppo convincente la sua prova- manda le squadre negli spogliatoi per uno 0-0 giusto tra i padroni di casa evanescenti e gli ospiti rinfrancati col passare dei minuti: qualche equivoco tattico nell'Union Clodiense, tenuta in piedi dai suoi tanti difensori. I tifosi cantano «abbiamo sete!» perché manca infatti ancor oggi un servizio ristoro all'interno dello stadio di Chioggia e i bar esterni sono chiusi. Niente "cooling break" a metà primo tempo nemmeno per i giocatori, inspiegabilmente.
L’inizio del secondo tempo vede svilupparsi in modo più convinto e intraprendente il fraseggio palla a terra del Tamai, una fitta rete di passaggi raramente intercettati dai chioggiotti. Quando succede, come al 55°, è Erman a scagliare da fuori un tiro secco e improvviso, costringendo Da Re alla parata in tuffo. Qualche minuto più tardi, doppia sostituzione decisa da Vittadello: debutta Ostojić e si piazza sulla fascia destra d’attacco, rilevando un inconcludente Gerthoux, mentre il redivivo Tattini forza i tempi del suo recupero e subentra allo spento Perrotti. Martino resta in difesa a contenere il pericoloso Moras.
Proteste del Tamai per il goal annullato a Smrtnik al 64° (tap-in su cross alla destra del solito Mortati), ma al momento del passaggio il centravanti sloveno era effettivamente al di là di tutti i difensori. Mortati che fa vedere ancora i sorci verdi alla difesa lagunare al 69°, quando il suo cross viene sfiorato da Ballarin, il cui movimento mette fuori causa il portiere Boscolo ma per fortuna la palla si spegne a lato. I friulani mettono alle corde l’Union Clodiense, e al 77° una sberla improvvisa di Smrtnik finisce non lontana dal palo destro.
Ma l’occasionissima è tutta degli uomini di Vittadello: Broso orchestra il contropiede aprendo nello spazio per Ostojić che allarga per Martino, il quale calcia in diagonale -da buona posizione, solo davanti a Da Re- a metà tra il tiro e il cross. La palla si perde sul fondo. Goal sbagliato, goal subìto: Moras all’80° dribbla Pastorelli, non consente il recupero di Granziera e la piazza di destro all’angolo basso, alla sinistra di Giacomo Boscolo. All’Union Clodiense potrebbe crollare il mondo addosso, ma al di là del tiki-taka dei biancorossi arriva presto il pareggio.
Scocca l’86° minuto quando Martino, finalmente avanzato, piazza un traversone sul quale ci crede Tattini, che si eleva sopra due difensori più alti di lui e in anticipo realizza una palombella che sorprende Da Re appena fuori dai pali: 1-1 e mani al cielo per la dedica all’amico che ne ha condiviso la rinascita agonistica. E non finisce qui, perché sempre Tattini al 91° avrebbe la palla per l’inopinato raddoppio: traversone ancora di Martino, la difesa friulana libera sui piedi di Tattini che arriva per primo sulla seconda palla, ma da fuori area tira di esterno e la palla esce.
Finisce così, con la squadra a ringraziare l’incessante canto della curva Franco de Paolis e lo staff tecnico a programmare l’avvicinamento alla trasferta di Porto Tolle, anticipata a sabato (ore 15) in vista della terza giornata infrasettimanale, mercoledì 11 contro il Cjarlins Muzane allo stadio Ballarin. E se oggi è stata ostica, è lecito pensare che in terra polesana lo sarà ancor di più: occorrerà ancora l'Union Clodiense commovente.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 6: a suo agio nelle uscite sia alte che basse, non gli mancano il coraggio e la lettura dei tempi dell'azione. Sull'unica conclusione scagliata nello specchio della porta, Moras segna ma più per sua abilità che per mancata copertura del... palo.
Martino 6: è la media tra il contributo al goal di Tattini (e anche all'eventuale 2-1 sul finale) e la clamorosa occasione mandata fuori un attimo prima del vantaggio friulano. In difesa ha l'ingrato compito di contenere Moras e non sempre ci riesce.
Ballarin 6: pronti, via e sùbito un suo passaggio a metà strada rischia di provocare problemi seri alla porta granata. Ma è lui stesso a recuperare la palla da Smrtnik involato a rete. Per il resto, i soliti anticipi e la guida del reparto, aiutato da un brillante Pastorelli.
Pastorelli 7: una delle sue migliori partite nell'ultimo anno. Preciso, puntuale, corretto nel non commettere falli, spazza e si trova spesso al posto giusto nel momento in cui arriva la palla, rattoppando anche qualche buco lasciato dagli altri. Sul goal è stato bravo Moras.
Granziera 5.5: Mortati lo salta spesso, sintomo che -come è noto- Davide si trova meglio, e rende meglio, da terzino destro o da centrale difensivo. A sinistra si adatta, gli è capitato non di rado, e fa vedere le cose migliori in proiezione offensiva nel primo tempo.
Cuomo 6.5: non v'erano dubbi che sarebbe stato schierato a centrocampo, e davanti la difesa ha più volte sbrogliato la situazione per far ripartire anche personalmente il contropiede. L'assenza di Djurić è pesante ma Marco l'ha sostituito al meglio, con esperienza e classe. (Pupa s.v. contribuisce alla difesa del pareggio).
Erman 6.5: dal suo piede partono corner, punizioni, lanci. Dirige il gioco recuperando palloni e smistandoli con poca collaborazione da parte degli avanti. Il buon tiro non fa più notizia e presto racconteremo il suo primo goal in granata, punto fermo attorno a cui gira il centrocampo.
Baltrunas 5: da esterno alto (come si dice adesso) appare un pesce fuor d'acqua. Dovrebbe approfittare delle spalle coperte da Granziera per involarsi, ma assume una posizione né carne né pesce. Non si ricordano sue iniziative, magari la convocazione in Nazionale gli farà bene. (Dal 71° Duse 5.5: con il suo ingresso Vittadello passa al 4-3-3 ma non se ne ricavano chissà quali benefici. Tocca pochi palloni, intasa gli spazi).
Gerthoux 5: confinato sull'out destro, dove forse mai lo si era visto, è artefice di una prestazione fumosa, alla ricerca del pallone giusto ma boccheggiando lontano dalla porta e da Broso. Il meglio di sé lo dà nei ripiegamenti, ma c'è bisogno anche dei suoi goal. (Dal 58° Tattini 7.5: nessuno avrebbe mai pensato di vederlo in campo oggi, tantomeno che segnasse e addirittura di testa. La storia che ha raccontato dopo la partita testimonia anche del suo forte spessore umano. Bentornato, Marco).
Perrotti 5: abbiamo cominciato ad apprezzarlo dalle uscite estive, ma come contro il Mestre gli effetti speciali tra dribbling e goal magnifici sono rimasti nel cassetto. Il Tamai lo frena e a testa bassa s'incaponisce in soluzioni egoistiche o poco efficaci: sappiamo che possiede tutti i mezzi per poter sfavillare ancora. (Dal 58° Ostojić 6.5: l'ultimo arrivato entra bene in partita anche se deve coprire compiti più offensivi rispetto alle sue caratteristiche. All'attivo un assist smarcante per Martino, sarà un acquisto assai utile).
Broso 6: poco assistito dalla batteria di trequartisti e ali, il neo papà cerca acqua in ciò che lasciano i difensori avversari. Di buono finora ha mostrato la difesa della palla, la capacità di far salire la squadra e aperture notevoli per gli inserimenti al tiro: il goal arriverà.
Vittadello 6: fa di necessità... Gerthoux, spostando la punta piemontese all'ala destra e "inventando" Baltrunas tornante sinistro. Non ottiene probabilmente le risposte sperate, così cambia un paio di volte schema. Ma il primo problema da risolvere è la solitudine del numero nove, che non è numero primo e quindi può dividere lo sforzo dell'attacco con qualcuno più vicino (e magari un trequartista). Fa bene a non appellarsi agli assenti, per quanto di rilievo.
Tamai: Da Re 6, Pessot 6, Peresin 6, Pramparo 6, Pradebon 6.5, Dukic 6.5, Mortati 7, Trento 6, Smrtnik 6.5, Moras 7.5, Borgobello 6.5 (Consorti 5.5, Masia 6). Allenatore Bianchini: 6.5.
L'arbitro Foresti 5.5: alcune decisioni sarebbero state da riconsiderare, tra cartellini eccessivi e falli non fischiati sotto i propri occhi. Per fortuna non ha modo di incidere sul risultato.
Così l’Union Clodiense dei buoni sentimenti riesce a strappare il pareggio a un Tamai che per larghi tratti di partita le è stato superiore per fraseggio e individualità: primo tra tutti quel Marco Moras che negli ultimi anni si è rivelato tra le bestie nere dei lagunari, colpendoli ogni volta che giocava contro. Così come il Tamai, che non è stato mai battuto da quando la squadra chioggiotta è tornata in serie D. Un punto guadagnato allora, in attesa di far visita nell’anticipo di sabato 7 settembre al Delta Porto Tolle, reduce da una bruciante sconfitta per 3-1 in casa della matricola Luparense.
L’allenatore di casa, carente di Marangon, Djurić e Baccolo, ha mandato in campo per forza di cose una squadra imbottita di difensori: Boscolo Palo in porta, Martino, Ballarin, Pastorelli e Granziera in difesa, Cuomo ed Erman a centrocampo, Gerthoux e Baltrunas alle ali, Perrotti e Broso in attacco. In panchina Bedendo, Pupa, Vianello, Duse, Meneghetti, Tocco, il neo arrivato Ostojić, Amerì e Tattini.
Risponde il tecnico friulano Bianchini con Da Re, Pessot, Peresin, Pramparo, Pradebon, Dukić, Mortati, Trento, Smrtnik, Moras, Borgobello. Tra le riserve Pagnucco, Barbierato, Pertoldi, Colombera, Consorti, Lubian, Zupperdoni, Nezha, Masia. Arbitra Stefano Foresti della sezione AIA di Bergamo davanti a 400 spettatori, sotto un cielo soleggiato con temperatura estiva che farebbe preferire il bagno a Ca’ Roman.
L’inizio è di marca granata, e al 14° una punizione di Erman non provoca per poco un autogoal, si salva in due tempi il portiere Da Re. Il Tamai attacca dapprima in modo confuso ma comunque veemente, tanto che attorno al 25° la difesa di casa non riesce a liberare l’area. L’asse Mortati-Moras porta i pericoli più seri nel momento favorevole al Tamai, che ha conquistato il possesso di palla: il numero 10 effettua un traversone centrale per la testa di Smrtnik, fuori di poco.
All’Union Clodiense non resta che ripartire in contropiede, ma sia Perrotti che Martino vanificano le azioni intraprese mentre i compagni decentrati aspettavano il pallone; al 31° cross e controcross di Gerthoux e Granziera portano al salvataggio in extremis su Broso, desideroso di segnare per dedicare il goal al neonato Francesco.
A sinistra soffre Granziera, saltato non di rado da Mortati: come al 37°, quando il cross dell’ala ex San Donà trova Borgobello alla deviazione di prima, la palla esce e la terna arbitrale non ravvisa gli estremi per un calcio d’angolo. La prima, vera occasione per l’Union Clodiense arriva al 40°: Cuomo recupera palla a centrocampo, serve Broso che passa a Perrotti, il quale cerca di piazzarla di piatto sinistro sul palo lontano, ma quel che ne esce è una conclusione lenta e centrale, facile preda del portiere Da Re. In difesa fa sempre buona guardia Pastorelli, sia negli anticipi che nelle chiusure (come al 43° su Smrtnik) e anche a rattoppare le smagliature dei colleghi.
L’arbitro -non troppo convincente la sua prova- manda le squadre negli spogliatoi per uno 0-0 giusto tra i padroni di casa evanescenti e gli ospiti rinfrancati col passare dei minuti: qualche equivoco tattico nell'Union Clodiense, tenuta in piedi dai suoi tanti difensori. I tifosi cantano «abbiamo sete!» perché manca infatti ancor oggi un servizio ristoro all'interno dello stadio di Chioggia e i bar esterni sono chiusi. Niente "cooling break" a metà primo tempo nemmeno per i giocatori, inspiegabilmente.
L’inizio del secondo tempo vede svilupparsi in modo più convinto e intraprendente il fraseggio palla a terra del Tamai, una fitta rete di passaggi raramente intercettati dai chioggiotti. Quando succede, come al 55°, è Erman a scagliare da fuori un tiro secco e improvviso, costringendo Da Re alla parata in tuffo. Qualche minuto più tardi, doppia sostituzione decisa da Vittadello: debutta Ostojić e si piazza sulla fascia destra d’attacco, rilevando un inconcludente Gerthoux, mentre il redivivo Tattini forza i tempi del suo recupero e subentra allo spento Perrotti. Martino resta in difesa a contenere il pericoloso Moras.
Proteste del Tamai per il goal annullato a Smrtnik al 64° (tap-in su cross alla destra del solito Mortati), ma al momento del passaggio il centravanti sloveno era effettivamente al di là di tutti i difensori. Mortati che fa vedere ancora i sorci verdi alla difesa lagunare al 69°, quando il suo cross viene sfiorato da Ballarin, il cui movimento mette fuori causa il portiere Boscolo ma per fortuna la palla si spegne a lato. I friulani mettono alle corde l’Union Clodiense, e al 77° una sberla improvvisa di Smrtnik finisce non lontana dal palo destro.
Ma l’occasionissima è tutta degli uomini di Vittadello: Broso orchestra il contropiede aprendo nello spazio per Ostojić che allarga per Martino, il quale calcia in diagonale -da buona posizione, solo davanti a Da Re- a metà tra il tiro e il cross. La palla si perde sul fondo. Goal sbagliato, goal subìto: Moras all’80° dribbla Pastorelli, non consente il recupero di Granziera e la piazza di destro all’angolo basso, alla sinistra di Giacomo Boscolo. All’Union Clodiense potrebbe crollare il mondo addosso, ma al di là del tiki-taka dei biancorossi arriva presto il pareggio.
Scocca l’86° minuto quando Martino, finalmente avanzato, piazza un traversone sul quale ci crede Tattini, che si eleva sopra due difensori più alti di lui e in anticipo realizza una palombella che sorprende Da Re appena fuori dai pali: 1-1 e mani al cielo per la dedica all’amico che ne ha condiviso la rinascita agonistica. E non finisce qui, perché sempre Tattini al 91° avrebbe la palla per l’inopinato raddoppio: traversone ancora di Martino, la difesa friulana libera sui piedi di Tattini che arriva per primo sulla seconda palla, ma da fuori area tira di esterno e la palla esce.
Finisce così, con la squadra a ringraziare l’incessante canto della curva Franco de Paolis e lo staff tecnico a programmare l’avvicinamento alla trasferta di Porto Tolle, anticipata a sabato (ore 15) in vista della terza giornata infrasettimanale, mercoledì 11 contro il Cjarlins Muzane allo stadio Ballarin. E se oggi è stata ostica, è lecito pensare che in terra polesana lo sarà ancor di più: occorrerà ancora l'Union Clodiense commovente.
Le pagelle dei granata:
Boscolo Palo 6: a suo agio nelle uscite sia alte che basse, non gli mancano il coraggio e la lettura dei tempi dell'azione. Sull'unica conclusione scagliata nello specchio della porta, Moras segna ma più per sua abilità che per mancata copertura del... palo.
Martino 6: è la media tra il contributo al goal di Tattini (e anche all'eventuale 2-1 sul finale) e la clamorosa occasione mandata fuori un attimo prima del vantaggio friulano. In difesa ha l'ingrato compito di contenere Moras e non sempre ci riesce.
Ballarin 6: pronti, via e sùbito un suo passaggio a metà strada rischia di provocare problemi seri alla porta granata. Ma è lui stesso a recuperare la palla da Smrtnik involato a rete. Per il resto, i soliti anticipi e la guida del reparto, aiutato da un brillante Pastorelli.
Pastorelli 7: una delle sue migliori partite nell'ultimo anno. Preciso, puntuale, corretto nel non commettere falli, spazza e si trova spesso al posto giusto nel momento in cui arriva la palla, rattoppando anche qualche buco lasciato dagli altri. Sul goal è stato bravo Moras.
Granziera 5.5: Mortati lo salta spesso, sintomo che -come è noto- Davide si trova meglio, e rende meglio, da terzino destro o da centrale difensivo. A sinistra si adatta, gli è capitato non di rado, e fa vedere le cose migliori in proiezione offensiva nel primo tempo.
Cuomo 6.5: non v'erano dubbi che sarebbe stato schierato a centrocampo, e davanti la difesa ha più volte sbrogliato la situazione per far ripartire anche personalmente il contropiede. L'assenza di Djurić è pesante ma Marco l'ha sostituito al meglio, con esperienza e classe. (Pupa s.v. contribuisce alla difesa del pareggio).
Erman 6.5: dal suo piede partono corner, punizioni, lanci. Dirige il gioco recuperando palloni e smistandoli con poca collaborazione da parte degli avanti. Il buon tiro non fa più notizia e presto racconteremo il suo primo goal in granata, punto fermo attorno a cui gira il centrocampo.
Baltrunas 5: da esterno alto (come si dice adesso) appare un pesce fuor d'acqua. Dovrebbe approfittare delle spalle coperte da Granziera per involarsi, ma assume una posizione né carne né pesce. Non si ricordano sue iniziative, magari la convocazione in Nazionale gli farà bene. (Dal 71° Duse 5.5: con il suo ingresso Vittadello passa al 4-3-3 ma non se ne ricavano chissà quali benefici. Tocca pochi palloni, intasa gli spazi).
Gerthoux 5: confinato sull'out destro, dove forse mai lo si era visto, è artefice di una prestazione fumosa, alla ricerca del pallone giusto ma boccheggiando lontano dalla porta e da Broso. Il meglio di sé lo dà nei ripiegamenti, ma c'è bisogno anche dei suoi goal. (Dal 58° Tattini 7.5: nessuno avrebbe mai pensato di vederlo in campo oggi, tantomeno che segnasse e addirittura di testa. La storia che ha raccontato dopo la partita testimonia anche del suo forte spessore umano. Bentornato, Marco).
Perrotti 5: abbiamo cominciato ad apprezzarlo dalle uscite estive, ma come contro il Mestre gli effetti speciali tra dribbling e goal magnifici sono rimasti nel cassetto. Il Tamai lo frena e a testa bassa s'incaponisce in soluzioni egoistiche o poco efficaci: sappiamo che possiede tutti i mezzi per poter sfavillare ancora. (Dal 58° Ostojić 6.5: l'ultimo arrivato entra bene in partita anche se deve coprire compiti più offensivi rispetto alle sue caratteristiche. All'attivo un assist smarcante per Martino, sarà un acquisto assai utile).
Broso 6: poco assistito dalla batteria di trequartisti e ali, il neo papà cerca acqua in ciò che lasciano i difensori avversari. Di buono finora ha mostrato la difesa della palla, la capacità di far salire la squadra e aperture notevoli per gli inserimenti al tiro: il goal arriverà.
Vittadello 6: fa di necessità... Gerthoux, spostando la punta piemontese all'ala destra e "inventando" Baltrunas tornante sinistro. Non ottiene probabilmente le risposte sperate, così cambia un paio di volte schema. Ma il primo problema da risolvere è la solitudine del numero nove, che non è numero primo e quindi può dividere lo sforzo dell'attacco con qualcuno più vicino (e magari un trequartista). Fa bene a non appellarsi agli assenti, per quanto di rilievo.
Tamai: Da Re 6, Pessot 6, Peresin 6, Pramparo 6, Pradebon 6.5, Dukic 6.5, Mortati 7, Trento 6, Smrtnik 6.5, Moras 7.5, Borgobello 6.5 (Consorti 5.5, Masia 6). Allenatore Bianchini: 6.5.
L'arbitro Foresti 5.5: alcune decisioni sarebbero state da riconsiderare, tra cartellini eccessivi e falli non fischiati sotto i propri occhi. Per fortuna non ha modo di incidere sul risultato.
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